Giunto alla 621 esima edizione, il Carnevale di Putignano, quest’anno accoglie sui suoi carri allegorici “i 7 vizi capitali”. Scoprite con noi il programma, la storia e le tradizioni del Carnevale più lungo d’Europa.

Carnevale di Putignano 2015

Giunto alla sua 621esima edizione, il Carnevale di Putignano, con i suoi giganti di cartapesta e le sue tradizioni, è fra i più lunghi e antichi d’Europa. Infatti la prima edizione del Carnevale di Putignano, sembra sia datata 1394, quando i Cavalieri di Malta, che governavano il territorio, decisero di spostare dall’Abbazia di Monopoli a Putignano le reliquie di Santo Stefano, per proteggerle dagli attacchi dei Saraceni e   i contadini, in quel momento impegnati nell’innesto della vite, all’arrivo delle reliquie, lasciarono i campi e si accodarono alla processione, abbandonandosi a canti e balli, una volta terminata la cerimonia religiosa.

Nacque così la festa delle Propaggini, che si svolge ancora oggi il 26 Dicembre, inaugurando il Carnevale di Putignano e dando vita sul palco della piazza Plebiscito di Putignano, una sfida di vernacoli, tra gruppi di cosiddetti propagginanti, in abiti da contadini che recitando versi in dialetto putignanese canzonano personaggi e vicissitudini della vita paesana.

Nel corso dei secoli, il Carnevale contadino ha perso parte dei suoi contenuti religiosi per acquistare dei tratti più satirici, soprattutto nei confronti dei personaggi più in vista della città, ma è solo in epoca fascista che assumerà una connotazione borghese e cittadina, con l’introduzione della sfilata di carri allegorici in parata costruiti dalla maestranza artigiana del paese.

Carri allegorici in cartapesta, rappresentanti il mondo della politica, della cultura o della società, che rallegrano le vie di Putignano nelle 3 Domeniche che precedono il Mercoledì delle Ceneri; quest’anno i 7 giganti di cartapesta in competizione, si sono ispirati ai 7 vizi capitali: superbia, avarizia, lussuria, invidia, gola, ira e accidia, con partenza del primo dei 4 corsi mascherati Sabato 31 Gennaio, per poi proseguire, come da programma, l’8 e il 15 febbraio alle 11, con l’ultimo corso mascherato in programma come da tradizione il martedì grasso, 17 febbraio alle 19.

Ma il ricco programma del Carnevale di Putignano 2015, non è solo Corsi Mascherati, ma anche riti e tradizioni come quella dei Giovedì, feste per antonomasia del Carnevale di Putignano che scandiscono il periodo dell’evento a partire dal 17 gennaio, con la festa di S. Antonio Abate, quando il Carnevale entra nel vivo, fino all’ultima sfilata dei carri allegorici, ogni giovedì, è dedicato ad uno specifico strato sociale, partendo dai monsignori, passando per i preti, le monache, le vedove, i pazzi e le donne sposate fino ad arrivare al “Giovedì dei Cornuti” caratterizzato dal rito del taglio delle corna, evento curato in ogni particolare dall’Accademia delle Corna.

O ancora il rito dell’estrema unzione del Carnevale che si celebra alla vigilia del Martedì grasso, in cui una banda di finti sacerdoti sfila per le vie del paese e impartisce una bizzarra benedizione, recitando in vernacolo la vita del morente Carnevale, fino ad arrivare al funerale del Carnevale il Martedì grasso, con il rogo di un maiale di cartapesta, segnando la fine degli eccessi carnevaleschi e l’inizio del periodo di Quaresima, il tutto scandito dai 365 rintocchi della Campana dei Maccheroni, anch’essa di cartapesta.

La maschera tipica del Carnevale di Putignano è Farinella, nata negli anni ’50 dalla fantasia del grafico Domenico Castellano, e indossa un costume che rappresenta i simboli della città: il rosso e il blu, colori di Putignano, il cappello a tre punte, per ricordare i tre colli su cui è costruita la città ed era rappresentata nel separare un cane e un gatto, per ricordare i dissapori tra i cittadini. Nel corso degli anni Farinella ha cambiato aspetto, prendendo le sembianze di un giullare con l’aria smaliziata, l’abito a toppe multicolori, sonaglini alle due punte del cappello, scarpette di stoffa e un collarino di colore azzurro. Il fisarmonicista putignanese Benedetto Pipoli gli ha anche dedicato un brano musicale, che porta il suo nome.

Il nome Farinella deriva da un alimento tipico di Putignano, la farinella appunto, che è uno sfarinato di ceci e orzo tostati con l’aggiunta di sale, usata come accompagnamento nel sugo, con le verdure o la purea di patate; quindi visto anche il nome della maschera tipica, non potranno mancare nei festeggiamenti del Carnevale di Putignano, degustazioni enogastronomiche con prodotti tipici del territorio e in tema con gli eccessi del Carnevale!

 farinella