Lo storico Carnevale di Ivrea 2015 tra evocazioni storico-leggendarie e profumo di arance della famosissima battaglia che si svolgerà il 15-16 e 17 Febbraio tra le principali vie storiche di Ivrea.

carnevale-ivrea-2015Da oggi 15 Febbraio entrano nel vivo i festeggiamenti dello Storico Carnevale di Ivrea in Piemonte, con i 3 giorni della tanto attesa “Battaglia delle arance“! Tra i più antichi e famosi d’Italia, il Carnevale di Ivrea, è caratterizzato da un complesso cerimoniale folcloristico, che impone a tutti i partecipanti di indossare una berretta rossa e che culmina in quella che ormai è diventata il vero simbolo di questo Carnevale, la storica “Battaglia delle arance“.

Le origini del Carnevale d’Ivrea risalgono al XVI secolo, quando la festa veniva gestita dai vari rioni della città (rappresentati dalle parrocchie di San Maurizio, San Lorenzo, Sant’Ulderico, San Salvatore e San Grato), in rivalità tra di loro, tradizione soppiantata dal 1808 in poi dall’unificazione delle feste, voluta dalle autorità napoleoniche per questioni di ordine pubblico. Ed è proprio da questo periodo che i festeggiamenti del Carnevale di Ivrea, assumono il significato di celebrazione degli ideali di libertà, giunti in Piemonte con la Rivoluzione francese, testimoniato ancora oggi dall’obbligo per tutti i partecipanti durante le 3 giornate clou del carnevale, di indossare il rosso berretto frigio, pena diventare bersaglio del lancio di arance!

Tradizione nata intorno al XIX secolo, quando iniziarono ad essere praticate delle scherzose schermaglie tra le carrozze e la gente sui balconi, a ridosso delle principali vie storiche di Ivrea, in risposta alla ridicola elemosina di fagioli che avanzavano durante le grasse fagiolate dei ricchi durante il Medioevo; inizialmente infatti, si tiravano fagioli dai balconi e non è bene chiaro il passaggio al lancio delle arance avvenuto agli inizi del XX secolo.

Mentre l’allestimento dei primi carri da getto, che rappresentavano gli sgherri del tiranno, e la formazione delle prime squadre a piedi di aranceri, che rappresentavano le bande popolane in rivolta, risalgono solo al secondo dopoguerra e la battaglia diventò così anch’essa il simbolo delle lotte del popolo contro la nobiltà, non a caso, le prime squadre di aranceri si formarono nel rione operaio della nascente fabbrica Olivetti del 1947, col nome di Picche, alle quali fecero seguito, le squadre di Morte, Scorpioni d’Arduino, Tuchini, Scacchi, Pantere, Diavoli, Mercenari e Credendari che anora oggi presidiano le piazze durante lo svolgimento della “Battaglia delle arance”.

Oggi la “Battaglia delle arance” si svolge ancora nelle principali piazze della città, tra i carri trainati da pariglie o quadriglie di cavalli con a bordo una decina di aranceri con maschere protettive di cuoio che passano al seguito del corteo e le squadre a terra, formate da centinaia di aranceri (uomini e donne), che indossano colorati costumi con casacche legate in vita, semiaperte sul davanti in modo da contenervi una buona provvista di arance e campanelli alle caviglie e vanno all’assalto del carro che transita nella piazza cercando di colpire gli avversari sulla maschera protettiva, in modo che il succo delle arance entri loro negli occhi.

 battaglia delle arance Ivrea

Alcuni aspetti dello storico cerimoniale, si ritrovano ancora oggi nello svolgimento del moderno Carnevale di Ivrea, come la sfilata degli “Abbà” giovanotti scapestrati che nel “mondo alla rovescia” tipico dei festeggiamenti carnevaleschi, assumevano scherzosamente la carica di comandanti della milizia del Libero Comune e oggi interpretati da bambini scelti in rappresentanza dei vari rioni; l’innalzamento e abbruciamento degli scarli, rituale legato alla fertilità, in cui il lunedì di carnevale l’ultima coppia di sposi del rione, conficcava lo scarlo, un alto palo di legno ricoperto di calluna secca (erica selvatica) nella terra che veniva incendiato dagli Abbà il martedì sera, come cerimonia conclusiva del carnevale.

Nella versione odierna del Carnevale di Ivrea, la cerimonia dell’Abbruciamento degli Scarli si svolge nelle piazze dei vari rioni, in ognuna delle quali ne viene eretto uno, per un totale di 5 scarli, e il martedì grasso il Generale, lo Stato Maggiore e gli Abbà, preceduti da Pifferi e Tamburi, marciando a cavallo per le vie d’Ivrea, si recano nelle 5 piazze dove un Abbà, con una fiaccola, infiamma gli arbusti posti alla base dello scarlo e se la fiamma sale rapidamente sino alla banderuola posta sulla cima, se ne traggono buoni auspici; cerimonia che si conclude con il lancio del bouquet di garofani rossi della mugnaia dopo l’abbruciamento dell’ultimo scarlo posto in piazza di Città.

abbruciamento degli scarli

Dopo l’incendio dell’ultimo scarlo, il Generale e lo Stato Maggiore smontano da cavallo ed il corteo, e si dirigono verso piazza Ottinetti, accompagnati da Pifferi e Tamburi che eseguono la Marcia funebre; giunti in piazza Ottinetti la festa si chiude con il saluto in dialetto al carnevale dell’anno seguente “Arvëdse a giobia ‘n bot” (“Arrivederci all’una di giovedì”).

Figure tipiche del Carnevale di Ivrea sono il Generale, che  incarna l’autorità municipale, vestendo l’uniforme dell’esercito napoleonico e che assume simbolicamente i poteri di gestione e di ordine della festa; la Mugnaia, ispirata alla leggenda di una certa Violetta, figlia di un mugnaio della città, trascinata nel cosiddetto “Castellazzo” e qui obbligata a sposare il perfido tiranno, deciso a reclamare la legge ius primae noctis, al quale riesce a tagliargli la testa nel sonno dopo averlo fatto ubriacare e dando così inizio alla sollevazione popolare e all’abbattimento dello stesso maniero del tiranno.

La Mugnaia è tradizionalmente vestita di bianco per indicarne la fedeltà e la purezza, adornata col tricolore italiano in quanto eroina della rivolta, in riferimento alle rivoluzioni risorgimentali, sulle spalle porta una mantella di ermellino ed in testa indossa il rosso berretto frigio a forma di calza, che le scende su un lato del viso e viene interpretata, ogni anno, da una diversa cittadina eporediese, sposata, per ricordare lo stato di Violetta.

Mugnaia Carnevale di Ivrea

Nei tre giorni di Carnevale oltre alla “Battaglia delle arance“, si svolge, lungo le vie cittadine, la tradizionale sfilata alla quale partecipano carri allegorici, gruppi folcloristici e bande musicali provenienti, su invito, anche da altre regioni italiane o da altri paesi europei; il corteo si apre con gli Alfieri che sfilano con le antiche bandiere dei rioni, seguiti dal carro dorato della “vezzosa Mugnaia” con damigelle, paggi ed attendenti che l’aiutano nel lancio di caramelle e mimosa; dietro al carro della Mugnaia sfila la Scorta d’Onore che indossa la verde divisa del “Primo Battaglione Cacciatori” ai tempi della Repubblica Cisalpina; quindi segue il corteo a cavallo guidato dal Generale, dietro al quale sfilano gli ufficiali dello Stato Maggiore e le Vivandiere, con le divise blu e rosse dell’esercito napoleonico e il Sostituto Gran Cancelliere, che indossa un costume di velluto nero, una parrucca, un tricorno e ha con sé il “Libro dei Verbali”, risalente al 1808, dove vengono registrati dal decano dei notai della città i fatti salienti di ogni carnevale.

Al corteo di carnevale vi partecipano, anche, i giovanissimi Abbà, con vestiti di foggia medievale e con in mano una piccola sciabola sulla quale è infilzata un’arancia, simbolo delle testa mozzata del tiranno; il tutto accompagnato dalla “Canzone del Carnevale“, inno ufficiale della manifestazione e che celebra la rivolta popolare contro il tiranno, eseguita dalla banda municipale.

Abbà Carnevale di Ivrea

Ma la festa non finisce con il Martedì grasso, tanto è vero che si ha una coda del Carnevale di Ivrea nel quartiere del Borghetto il “mercoledì delle ceneri”, con la distribuzione di “polenta e merluzzo” gestita dal Comitato delle Croazia, quindi se abitate in Piemonte o avete in programma un viaggetto da quelle parti, non perdete l’occasione di assistere ad uno dei carnevali storici italiani, ma fate attenzione perché voleranno molte arance!