Carnevale Francavilla

Il Carnevale d’AbruzzoCarnevale francavillese, in quanto si svolge a Francavilla al Mare, giunto ormai alla 60° esima edizione, è il più antico della regione, infatti viene festeggiato fin dal 1948 con una grande sfilata di carri allegorici.

La costruzione dei carri è affidata ad esperti maestri cartapestai del luogo, che per la loro realizzazione si ispirano alla caricatura e alla satira di personaggi ed eventi assurti alla ribalta dei media nel corso dell’anno. Alla sfilata partecipano anche gruppi folcloristici, bande musicali, danzatori, nonché i cittadini, soprattutto bambini, vestiti in maschera. Emblema del Carnevale d’Abruzzo è Patanello, maschera tipica, che apre il corteo seguito da tutti gli altri carri e dai diversi gruppi mascherati.

La maschera di Patanello sembra sia ispirata ad un ciabattino “zi’ patane” vissuto tra la fine dell’800 e i primi del ‘900 nella bella città abruzzese, che amava fare baldoria girando per le osterie e ma era famoso soprattutto per i suoi scherzi goliardici. Accanto a Patanello, le altre maschere tradizionali del Carnevale Abruzzese sono Re Carnevale, la vedova, solitamente interpretata da un uomo, il dottore, il notaio, i carabinieri, lo speziale e i pulcinelli abruzzesi bianchi e colorati, presiedono all’ordine pratico e figurato dello svolgimento del carnevale, e sono caratterizzati da simboli di potere quali mazze fiorite e fruste, dal vestito mimetico e da un enorme copricapo conico fiorito ed ornato da zagarelle (nastri e lacci).

La sfilata segue sempre il tradizionale percorso lungo il viale principale del paese, tra la stazione ferroviaria e la vicina piazza della Sirena e quest’anno si terrà l’1, 8, 15 e 17 febbraio con inizio sfilata ore 15,00.

Ma i festeggiamenti del Carnevale d’Abruzzo non sono solo legati alla sfilata dei carri allegorici, ma prevedono anche danze e canti che richiamano riti molto antichi, come il canto dei mesi (mesciarule: mascherata dei mesi) e il palo intrecciato, una danza propiziatoria in cui vengono avvolti e quindi di nuovo srotolati nastri colorati intorno a un palo, o ancora ricostruzioni medievali quali la carnevalata, per culminare nel funerale e rogo di Re Carnevale.

Nella consuetudine Re Carnevale incarna satiricamente personaggi politici e storici, a rappresentare la prepotenza, il potere corrotto, ma in realtà ha un significato molto più profondo rappresentando l’anno che è passato, quindi è sopratutto un simbolo di fine e rinascita, con il rogo del fantoccio di Carnevale si simboleggia infatti la fine di un ciclo naturale e se ne inaugura uno nuovo, fecondando la terra con le sue ceneri.

pupe e cavalli dolci abruzzesi

Anche nella pasticceria tipica del Carnevale Abruzzese, ritroviamo dei simboli propiziatori quali le pupe e i cavalli, detti anche castelli che rappresentano la rinascita e il perdurare della vita e dell’unione, tanto è vero che ritroviamo questi dolci anche nella tradizione pasquale, spesso con un uovo sodo, simbolo della rinascita, incastonato in mezzo alla Pupa e al cavallo; altri doli tipici sono la cicerchiata (simile agli struffoli napoletani) e i maccaroni dolci, ovvero una pasta condita con miele, cannella e noci, sempre all’insegna della trasgressione tipica del Carnevale.