canzoni ravvicinate del vecchio tipo concertoDomenica 27 maggio a Roma si avvertiva uno strano fermento. Era come se gli appassionati di musica, giovani e meno giovani, aspettassero quella data da tempo. E in effetti a vedere il calendario degli eventi in programma quel giorno, spiccava tra tutti un concerto andato sold out in due ore dall’inizio della messa in vendita dei biglietti: il concerto degli Arctic Monkeys. Confesso di essere stato tra quelli che i biglietti non sono riusciti ad acquistarli. “Per fortuna” mi viene da dire oggi, perché la stessa sera nello stesso posto, Auditorium Parco della Musica, il cantautore Giuseppe Anastasi presentava dal vivo il suo album Canzoni Ravvicinate del Vecchio tipo a cui sono andato come inviato di Lifestyle made in Italy.

All’arrivo all’Auditorium tutto trafelato convinto di aver fatto tardi per l’accredito stampa vedo in attesa una marea di persone che comprano panini, magliette, chiacchierano entusiasti, in attesa del concerto degli Arctic Monkeys, e immediatamente penso a come ci si debba sentire a suonare la loro stessa sera nella sala accanto. Immagino che non debba essere il massimo.

Arrivato al banco degli accrediti ovviamente cercano nella lista sbagliata. “Giuseppe Anastasi” dico. “Ah ok, Teatro Studio Borgna”, mi dicono. Guardo i biglietti, prima fila posti centrali. Gioia! Appena arrivato mi siedo e le persone iniziano ad arrivare a poco a poco, il teatro si riempie a metà circa, le luci si spengono, lo show inizia. Timidamente si avvicina al microfono una ragazza, dice di chiamarsi Olivia, e ci canta il suo singolo da poco uscito. “Non ho non so“. Le gambe le tremano mentre canta, sente molto il palco. Il pezzo è piacevole. Ringrazia e esce, entra un’altra ragazza molto giovane. Valeria Farinacci, classe ’93, canta “Per tutta la notte” scritta proprio da Giuseppe Anastasi. Concorrente di Sanremo Giovani 2017 mostra una solida sicurezza sul palco tanto da coinvolgere il pubblico.

Ma ecco che entrano i musicisti, che accompagnano Anastasi e iniziano a suonare. La riconosco subito. “2089” open track dell’album. Giuseppe entra e inizia lo show. Da qui è tutto un viaggio. Un viaggio fatto di canzoni attraverso la vita, l’amore, la fede. Un viaggio attraverso Giuseppe Anastasi. Dalla stessa “2089” che Giuseppe rivela aver scritto pensando al futuro di suo figlio, attraverso “Carta da Parati” e “Salsedine“, cantate insieme a Carlotta, compagna sul palco e nella vita, fino a “Trinacria” che parla dell’amore per la sua terra, la Sicilia. Giuseppe emoziona.

Lui che ha passato la vita a scrivere canzoni per altri sembra nato per stare su un palco. L’amore nella realtà quotidiana di “Ricominciare” e “Giuseppe“, la fede dell'”aldiqua”, la simpatia di “Quando passa Maria” e “Zonzo“, trascinano gli spettatori in un viaggio di emozioni e risate. Tante risate ma anche qualche momento commovente quando canta un brano dedicato alla nonna, figura molto importante della sua vita. Ho pianto e non me ne vergogno.

Insomma uno spettacolo in piena regola che ha regalato tante diverse emozioni ai presenti, anche con la complicità delle 2 ospiti illustri che lo hanno accompagnato in due diversi momenti sul palco: la straripante Arisa che ha trascinato il pubblico accompagnata dal Maestro Giuseppe Barbera, prendendo per qualche minuto possesso del palco.

Giuseppe Anastasi e Arisa (Foto di Giusy Chiumenti)

E la più sobria Noemi che ha stregato come sempre con la sua voce. Lo spettacolo come potrete immaginare è finito tra gli applausi e la grande soddisfazione del pubblico ed è qui che è successo qualcosa di veramente speciale. Dopo pochi minuti Giuseppe è tornato e si è messo a chiacchierare con gli spettatori. Ha avuto un sorriso e una parola gentile con tutti, compreso il sottoscritto.

Giuseppe Anastasi e Noemi (Foto di Giusy Chiumenti)

Conobbi Giuseppe Anastasi al CET di Mogol quando ancora ero un giovane liceale amante del rock e cantautore a tempo perso, lui non poteva ricordarsi di me ovviamente ma io ricordo, e lo rivedo oggi, come Giuseppe incarna lo spirito del cantautore vero, quello che porta se stesso sul palco, capace di raccontarsi senza filtri, perché sa che quello è l’unico modo per entrare a contatto veramente con chi ascolta. Il suo tour è finito con la data del 27 maggio ma nel disco Canzoni ravvicinate del vecchio tipo potrete ritrovare tutto questo. Il disco è disponibile in digital download e su tutte le piattaforme streaming. Ascoltatelo, condividetelo, vivetelo. Garantisco io!

Niccolò Cometto