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In vendita dal 14 aprile il nuovo album liveGiro del mondo” di Luciano Ligabue, con quattro inediti tra cui “C’è sempre una canzone” in radio e on line.

Dopo il bagno di folla mondiale, lo ritroviamo in Italia da domani tra i palazzetti, da Padova a Cagliari, passando per Milano, Genova, Roma: parte Mondovisione tour 2015.

Io non lo so se è così sottile il filo che ci tiene, io non lo so che cosa manca ancora“. La rete che unisce Ligabue ai suoi fans riguarda tutto questo: dal palco che lo chiama perché è un momento di evasione da questa strana realtà, a volte invadente e troppo pesante, alle canzoni come “Sono sempre i sogni a dare forma al mondo”, che riempiono per qualche attimo, personale e intimo, quel vuoto che abbiamo dentro.
Quelli tra palco e realtà!” La sua vena rock’n’roll: l’immaginazione stile drive in americano e pop corn, Marlon Brando, Elvis, un mondo magico e lontano, miti irraggiungibili, lo stile a volte un po’ Bruce Springsteen e la musica incalzante, tutta chitarra basso e batteria. Poi però ci racconta di lui, di altri personaggi che quei miti li hanno sognati, seguiti e imitati, scontrandosi con la realtà di provincia, la pazzia dei rapporti umani, l’amore e il sesso sudato, la sensibilità nascosta tra le lenzuola e i locali, discoteche o bar a volte all’ombra che unge della dipendenza dalla droga. Abbiamo imparato a seguirlo nelle sue avventure, anche con “Radiofreccia” con Stefano Accorsi o leggendo i suoi libri, nascondendoci nella stanza di “Bambolina Barracuda” o prendendone una da Mario, ballando un lento in “Certe notti” o “Ho messo via”.

radiofreccia-Ligabue-Accorsi

Da Correggio sognando l’america, all’Italia ed ora in Mondovisione, il filo conduttore è e sarà sempre il palco: il bagno di folla di Campovolo e del mega-concerto Italia loves Emilia, il tour nel mondo o per i palazzetti delle città italiane, mentre i capelli si ingrigiscono e la voce continua il suo viaggio nelle profondità della terra che trema.

Mi ha sorpreso “Con la scusa del rock’n’roll” nell’ultimo album: ne ha scritte tante, a volte simili, veloci e ritmiche, sin dagli esordi (“Balliamo sul mondo”, “Marlon Brando è sempre lui”, ma anche “Figlio di un cane”) e sono state il suo marchio di fabbrica ed il suo tallone d’Achille, descrivendo uno stile ma anche il bilico della ripetizione. Eppure in questa canzone ha spogliato se stesso e la sua musica di tutti gli artefici che una lunga carriera di successi avrebbe potuto appesantire: sembra di essere in una piccola sala prove, dove un gruppo rock dal nome imbarazzante suona fino a sentire il male alla gola o alle dita, con la batteria che copre tutto e tutti e ti costringe a strillare e suonare più forte.

liga live

Che permanga questo spirito. E poi se lo dici tu: “Ho ancora la forza di starvi a raccontare le storie che ho già visto e quelle da vedere”, allora mi fido anche perché so dove abiti: “Sempre qui da me, tra chi c’è sempre stato e chi non sai se c’è!”

C’è sempre una canzone” dici, perché non possono ignorarci, per quanto piccoli siamo, per quanto il nostro urlo possa restare in gola, mentre le loro poltrone sono calde e comode e ci conducono lontano dal porto. Godiamoci questo nuovo video e quest’album: una canzone che sembra omaggiare “Shout” dei Tears for Fears, a proposito di urlo, mentre te ne vai in giro per il mondo a sentire, perché “c’è sempre una canzone ancora da sentire…” ed in questo periodo vale la pena di fermarsi ad ascoltare.

Buon compleanno Liga!

http://https://www.youtube.com/watch?v=3PjtyKZfQuw