Broken Socialism

Marco Oliva

Il 17 Giugno esordisce nel milanese un nuovo progetto artistico BROKEN SOCIALISM, lavoro di performance ed installazioni itinerante work in progress che ha già debuttato con la sua seconda tappa ieri  5 Luglio e a settembre darà inizio ad una vasta programmazione con numerose novità. Ideatore del progetto è il noto attore e regista milanese, Marco Oliva.

Il lavoro nasce e si sviluppa interrogandosi su importanti tematiche sociali e nello specifico  su  cosa accomuna le morti sul lavoro, i lavoratori dimenticati, la crisi medio orientale, il massacro dei curdi, i naufraghi, Hitler e i nuovi nazismi.

Broken Socialism tesse decisamente uno stretto legame tra questi temi partendo proprio dalle parole rivelatesi profetiche di Berltold Brecht sulla fine del realismo socialista. Il drammaturgo e poeta tedesco affermava che nel mondo si pongono sempre nuovi problemi e il realismo socialista sarebbe morto nel momento in cui avrebbe smesso di affrontarli.

Brecht ammoniva al fatto di non festeggiare la sconfitta di Hitler e del nazismo perché il grembo dal quale era strisciato poteva essere ancora fecondo.

A ricordarci la verità di questo monito, ci appaiono di fronte i nuovi fenomeni di nazismo, il massacro dei curdi, la pulizia etnica in Siria con l’attacco con gas alle popolazioni civili.

Tutto questo accade ai confini dell’Europa, anche ad opera di un paese geograficamente europeo e partner importante dell’UE nell’accoglienza dei profughi, come la Turchia, impegnata nella soppressione della popolazione curda confinante, proprio quel popolo che, con le sue donne, ha combattuto per noi il terrorismo islamico. In tutti questi conflitti non dimentichiamo l’ interminabile controversia arabo-israeliano, che ha portato recentemente alla ripetuta uccisione di palestinesi in protesta.

Gli egoismi nazionali difendono i propri interessi politici ed economici, i partiti  di tradizione socialista nel tentativo di trovare altre vie di soluzione alla crisi economica hanno dimenticato i loro fondamenti.

Broken Socialism rappresenta il tradimento non solo dei diritti ma anche delle tutele dei lavoratori. Non basta avere buone leggi sulla sicurezza sul lavoro, quando non si prevedono controlli efficaci e, di conseguenza, imprese ed imprenditori senza scrupoli disattendono le normative. Così aumentano le morti sul lavoro; una vera strage ogni anno destinata a salire nel 2018, che già nei primi mesi ne registra più di 300, mentre durante il 2017 il numero è arrivato fino a 632 con 635.433 infortuni.

Tutela, eguaglianza, tradimento, diritti, sofferenza, ingiustizia, sono soltanto alcuni dei temi che emergono da questo lavoro e l’urgenza di comunicarli lasciando che il pubblico vi si immerga in prima persona ha aperto le porte ad un nuovo scenario, protagonista la coscienza collettiva.

In tutte le installazioni è possibile immergersi tra passato e presente, numerosi i parallelismi e le contaminazioni artistiche che risentono della necessità di trovare empatia rispetto al soggetto osservato, l’emozione della testimonianza viva dell’attore in scena, qui si distilla in presenze, in sonorità che rimandano ad esistenze reali sulla scena. Entrando in una delle prime stanze del percorso, il salotto di Hitler, pur non vedendolo ne percepiamo fortemente la presenza.

La tv è accesa ad alto volume sul mondo d’oggi, i suoi vestiti sul divano ancora caldo, il cibo consumato nel piatto e i rumori provenienti dal bagno adiacente al suo soggiorno, una sospensione del tempo che toglie il respiro e ci catapulta in una dimensione spazio temporale incerta oserei dire,  o ancora entrando nella stanza antecedente, si può nitidamente ascoltare il suono di una goccia in un tombino, dove un’ ultima vittima del lavoro ci è caduta dentro e ancora altri i rumori e le presenze concrete in ogni spazio dell’esposizione.

Impossibile non rimanere incantati dall’installazione dei rifugiati senza rifugio di cui è possibile vedere il video cliccando QUI. Le immagini forti dei vestiti in acqua di coloro che in ogni bracciata hanno visto l’avvicinarsi della speranza ed un’unica piccola barchetta di carta incapace di contenerli è accompagnata da una performer la cui figura decisamente provocatoria,  dipinge l’area circostante di altrettanta acqua, per aumentare quel mare e quella distanza che segna la linea di confine tra la vita e la morte. Novità della performance è stata la possibilità data al pubblico in sala e da casa di interagire esprimendo le proprie sensazioni grazie ad una diretta facebook che ha visto protagonisti giovani e meno giovani.

Francesca Bochicchio

Questa non era l’unica installazione che permetteva al pubblico di interagire, la stanza dedicata alle nuove classi operaie (i nuovi lavoratori, i riders con le loro condizioni di lavoro precarie e sottopagate), dava la possibilità di immedesimarsi entrando nella postazione e… e non vi possiamo raccontare tutto perché vale davvero la pena di viverla questa mostra.

A concludere il percorso la performance più emozionante di tutta la mostra con la quale l’artista Marco Oliva riesce a fare immergere il visitatore in un’atmosfera altra , solo in due, uno di fronte all’altro in una installazione ricca di verità, di scambi emozionali, di coscienze esplose e di riflessioni, spiegarla sarebbe un sacrilegio, a nessuno bisognerebbe togliere il diritto di una esperienza unica.

I performers nelle installazioni  incarnano dunque i personaggi della storia narrata, evocano, agiscono, comunicano e subiscono inevitabilmente l’incontro con lo spettatore – visitatore.

La mostra a nostro avviso è godibile anche soltanto passeggiando tra le installazioni, lasciandosi impressionare dalle immagini e dall’atmosfera circostante senza sentire l’obbligo di partecipare attivamente ed interagire con esse a voi la scelta insomma.

Broken Socialism è un progetto in divenire che vede come protagonisti  il teatro, la video arte, l’arte visiva e la musica, infatti è presente in scena anche un musicista a tendere le corde più profonde del’animo umano, un’anima buona pronta a muovere l’interrogativo Brechtiano: si può essere buoni in un mondo dove il giusto rischia di essere  sempre battuto? 

Martino Iacchetti

E in conclusione vi diamo appuntamento a Settembre con nuove date di Broken Socialism lasciandovi alla video-intervista del regista:

IDEAZIONE: Marco Oliva

REALIZZAZIONE: Marco Oliva e Francesca Bochicchio

PERFORMERS: Marco Oliva, Francesca Bochicchio, Martino Iacchetti

CON LA COLLABORAZIONE: Martino Iacchetti, Livia Morotti, Elena Martelli, Bruna s. de Almeida, Michela Marongiu.

Progetto promosso dall’associazione culturale Oltreunpo’ Teatro Milano