Tra i quattro finalisti dell’Oscar della ritrattistica mondiale, BP PORTRAIT AWARD, c’è anche l’ex prodigio di Amici, Massimiliano Pironti, in cerca di affermazione internazionale nel mondo dell’arte

Massimiliano Pironti BP PORTRAIT AWARDDopo aver dimostrato le sue doti artistiche nella danza e nel canto ad Amici, Massimiliano Pironti, sta dimostrando di essere un artista a tutto tondo. Infatti con il suo ritratto “Quo Vadis?“, in cui ha raffigurato la sua nonna materna di 95 anni, Vincenza, come “un esempio di forza, dignità e autorità” è rientrato della shortlist di quattro artisti selezionati per il premio di ritratto più prestigioso del mondo dell’arte: il BP PORTRAIT AWARD organizzato dalla National Portrait Gallery di Londra.

Per Pironti, nato a Colleferro, in Italia, che ha studiato pittura ad olio da adolescente prima di andare alla scuola d’arte, questo ritratto è veramente importante perché tocca le corde emotive. Ogni ruga di sua nonna ne racconta la storia e lui ha cercato di catturarne l’immagine per congelare il tempo.

A differenza degli altri tre finalisti, non è la prima volta che un’opera di Pironti viene selezionata per questo che è considerato il più importante concorso mondiale di pittura per ritratti. Infatti lo scorso anno stessa sorte era capitata al suo dipinto ad olio dal titolo “A throne in the West”, una ragazza di colore simbolo di un futuro senza diseguaglianze, contro razzismo per un mondo migliore. Nella vita quella ragazza è una ballerina collega dell’artista.

La passione per la pittura ad olio di Massimiliano Pironti, nasce sui banchi delle elementari quando sfogliando il libro di religione scopre le immagini dei dipinti rinascimentali dei grandi maestri italiani, come Leonardo, Botticelli ed in seguito Michelangelo e Raffaello. Da quel momento inizia a copiare le loro opere più famose, scoprendo così, da autodidatta, la tecnica della pittura ad olio, grazie anche alla lettura di testi e manuali pittorici tra cui il Vasari.

Dopo aver partecipato a delle piccole mostre collettive regionali con i suoi lavori tutti caratterizzati dalla tecnica dell’iper-realismo, nel 2003 gli viene commissionata la prima grande opera: una tela raffigurante la “Cena in Emmaus”, alla quale seguiranno una serie di altri incarichi di carattere religioso. Tra tutti, uno stendardo raffigurante la Vergine delle Grazie per la chiesa di Santa Maria delle Grazie e il ritratto del maestro dell’ordine dei frati Domenicani, Carlos Azpiroz Costa O.P. per la Basilica di Santa Sabina di Roma, dipinto che entrerà a far parte della collezione permanente del convento, esposto nell’Ala Pio V Bernerio nella Galleria dei Maestri, successori di San Domenico.