Si è da poco conclusa Bottiglie Aperte (8-9 ottobre, Palazzo delle Stelline, Milano), la spettacolare manifestazione che trasforma Milano in capitale internazionale del vino

bottiglie aperteLo ammetto, non la conoscevo. Ma è stato amore a prima vista. È accaduto due anni fa e da allora ho deciso che sarei stata presente ogni anno. Peccato che l’anno scorso avessi un’influenza talmente brutta da rendermi impossibile andare. Anche quest’anno ho rischiato grosso ma ce l’ho fatta e ora eccomi qua a raccontarvi, per chi ancora non lo sapesse, che cos’è Bottiglie Aperte (http://bottiglieaperte.it/).

Allora, premetto, io adoro degustare i vini, tentare abbinamenti con i piatti (che normalmente fa e cucina il mio fidanzato), ma non sono davvero un’esperta del settore né sono sommelier o ho qualifiche particolari. Assaggio, quello sì, mi lascio guidare un po’ dall’istinto e molto da chi è più esperto di me, e provo a capire quel poco che riesco. Poi accade quasi sempre di aver la fortuna di incontrare delle belle persone, sia tra i produttori sia tra gli ospiti della manifestazione. E allora si comincia a chiacchierare, si fanno domande, ci si confronta. Ed è bello perché il vino, sin dall’antichità, è sinonimo di e fa rima con convivialità. Sicuramente chi va a Bottiglie Aperte, che sia un esperto del settore o un semplice appassionato come me, lo fa con il cuore aperto e la voglia di condividere un amore grande, una passione. E quindi sì è amore, l’amore che si percepisce a tutti i livelli: per esempio in chi racconta fiero la storia dei suoi vigneti tramandati dal nonno, o in chi, con la luce negli occhi, ci descrive le sue bottiglie con quella delicatezza che si userebbe per parlare del proprio figlio. Ecco, queste sono solo delle semplici suggestioni di una profana del settore che però guarda con occhio attento chi ha davanti: l’entusiasmo che vuole trasmetterti nello spiegarti quel vino nei minimi dettagli. Credo che il paragone regga: proprio come un padre o una madre raccontano dai primi passi del loro bambino a quando diventa giovane e poi maturo.

I numeri? 150 aziende, 900 etichette in degustazione, decine di verticali e masterclass

Provo a uscire dall’ebbrezza che Bottiglie Aperte mi ha lasciato anche quest’anno per provare a consegnarvi una piccola fotografia di una manifestazione che Milano ospita da sei anni e che per due giorni trasforma la città nella capitale internazionale del vino. La location, da due anni a questa parte, è l’antica struttura quattrocentesca del Palazzo delle Stelline in corso Magenta, i giorni, ahinoi, sono solo due: 8 e 9 ottobre. Difficile azzardare paragoni con le precedenti edizioni. Perciò veniamo a questa: 150 aziende, 900 etichette in degustazione, decine di degustazioni verticali e masterclass importanti. Le centinaia di etichette in assaggio rappresentano il meglio delle cantine italiane. Si va dai grandi produttori alle cantine di nicchia. Tra le grandi verticali a cui si è assistito possiamo citare Soave, Montepulciano d’Abruzzo, Jo, Chianti classico e Barolo; mentre per le masterclass I 50 anni del Brunello, La riscossa dei rossi leggeri, Le diverse anime del Trento doc.

Le degustazioni si sono avvalse di nomi di prestigio eccezionale: Andrea Grignaffini, Daniele Cernilli, Luciano Ferraro, Giampaolo Gravina, Cristiana Lauro, Alessandro Rossi, Adua Villa e Orazio Vagnozzi. Questi professionisti hanno guidato le masterclass insieme a grandi produttori ed enologi del calibro di Ernesto Abbona, Renzo CotarellaBruno Vespa, Alessandro Cellai, Luca D’Attoma, Riccardo Cotarella, Emanuele Baldi, Giorgio Mercandelli, e Riccardo Silla Viscardi.

Bottiglie Aperte è anche degustazioni solidali a favore di Amatrice

Da mettere in evidenza anche la vocazione solidale di Bottiglie Aperte, ovvero le degustazioni solidali: il ricavato delle masterclass, infatti, andrà al Corpo italiano di soccorso dell’Ordine di Malta per il supporto alle popolazioni colpite dal sisma ad Amatrice nel 2016.

All’interno della manifestazione, dei veri e propri “eventi nell’evento”, i workshop, cha hanno dato spazio a temi di grande importanza e attualità come, per esempio, l’influsso dei cambiamenti climatici sulla vendemmia e il ruolo ricoperto dagli investitori finanziari nel mondo del vino.

Gli Awards di quest’anno

In ultimo, ma non per importanza, al terzo anno consecutivo gli Awards che premiano, con il Wine List Award, 6 ristoranti italiani suddivisi per categorie in base alle loro carte dei vini e, con il Wine Style Award, 5 aziende vinicole per l’aspetto della comunicazione. Infine, il Wine Innovation Award, un riconoscimento rivolto alle startup tecnologiche del settore wine e un Premio alla carriera a un personaggio iconico del mondo vinicolo.

Ecco, si potrebbero raccontare moltissime altre cose o soffermarci sui vari produttori ma, per restare in tema e invogliarvi a partecipare all’edizione 2018 di Bottiglie Aperte, volevamo darvi solo un “piccolo assaggio”. Cheers!