La visionarietà di Bosch protagonista de La Grande Arte al Cinema, distribuita da Nexo Digital in mediapartnership con Mymovies.it e Sky Arte HD, ne Il giardino dei sogni, film evento del regista José Luís López Linares (recensione)

boschUno dei più grandi pittori visionari di tutti i tempi, Bosch, in un documentario che illustra la sua opera più celebre, Il giardino delle delizie terrene, con interpretazioni e commenti esclusivi di artisti, scrittori, musicisti, filosofi e scienziati quali Salman Rushdie, Orhan Pamuk, Ludovico Einaudi, Cees Noteboom, Miquel Barceló, Pilar Silva (curatore della mostra Bosch, l’esposizione cinquecentenaria al Museo Nazionale del Prado) e Xavier Salomon (Peter Jay Chief Curator della Frick Collection di New York).

Il film Il giardino dei sogni, inserito nel progetto La Grande Arte al Cinema distribuito da Nexo Digital in mediapartnership con Mymovies.it e Sky Arte HD, è l’omaggio a un artista che potremmo definire misterioso, capace di mettere insieme cultura figurativa fantastica ed esotica del Medioevo e le nuove istanze del Rinascimento fiammingo. A prescindere dalle interpretazioni degli artisti che prendono la parola nel film, l’opera che ci viene dato di analizzare anche come spettatori potrebbe forse considerarsi il manifesto del pittore fiammingo che, volutamente, sembra volersi rivolgere a tutti per provocare al contempo stupore e piacere. A ogni spettatore è offerta la possibilità di andare più in profondità e cogliere dall’osservazione dell’opera nella sua interezza e poi nei singoli e numerosissimi dettagli, livelli più profondi di significato che traspaiono dai numerosissimi simboli. Essi scavano nel profondo della coscienza e ci pongono di fronte a componenti mostruose e macabre, demoniache e fantastiche. L’opera ha il sapore di universalità, rappresenta numerose scene bibliche e probabilmente vuole descrivere la storia dell’umanità attraverso la dottrina cristiana medievale. Ma non è solo questo. Innanzitutto è un trittico che, se chiuso, rappresenta un mondo sferico, forse all’atto della creazione.

Il trittico aperto mostra, appunto, tre pannelli: a sinistra il Paradiso terrestre, al centro il cosiddetto Giardino delle delizie e a destra l’Inferno. L’opera per molti studiosi rappresenta una sorta di ammonimento per tutti gli uomini dalle tentazioni della vita.

Non è questa la sede per addentrarci troppo in tentativi di interpretazione o nell’analisi di particolari che solo chi avrà voglia di scoprire questa meravigliosa opera dovrà avere il piacere di svelare con i propri occhi. Ne vale proprio la pena.

Quello che andrete a vedere è un film per scoprire Bosch con sguardi molteplici che rendono il senso della maestosa complessità della sua opera. Anche qui un inchino ci sta tutto. Buona visione.