TooItaly

Un caffè con… Alessia Stendardo e Giovanna Gentili, e le borse Tooitaly

Sorseggiamo il nostro consueto caffè con Alessia Stendardo e Giovanna Gentili, giovanissime designer, fondatrici del brand “Too Italy”. Borse che si fanno notare per il materiale insolito con cui vengono realizzate: il linoleum bullonato, sì quello che normalmente calpestiamo in aereoporto, palestre, ecc. Creature, quelle di Alessia e Giovanna, ricche di carattere, accessori perfetti per chi ama il design. Chi sceglie le loro creazioni? Bambine e signore, anche quelle dallo stile più classico, parola di Alessia e Giovanna. Noi abbiamo voluto capire meglio chi sono, come nasce l’idea di queste borse così originali, e… iniziamo con l’intervista.

Alessia, Giovanna ci raccontate come nasce TooItaly?

“Da ormai quasi tre anni nasce Too Italy; prima noi eravamo progettiste d’interni, abbiamo iniziato casualmente a produrre queste borse con il linoleum bullonato (un materiale che viene normalmente utilizzato nell’edilizia), per un evento che era legato al nostro vecchio lavoro. Subito abbiamo registrato un grande riscontro, da lì sono diventate il nostro lavoro principale. Abbiamo un laboratorio dove disegniamo e produciamo, vendiamo direttamente al nostro pubblico tramite il laboratorio, altri negozi e stiamo cercando di allargare il nostro mercato, partecipando a fiere importanti sia in Italia che all’estero.”

Come nasce una vostra borsa, step by step?

“Per prima cosa viene disegnata, viene fatto una sorta di cartamodello, usiamo delle propulsioni che vengono a loro volta adattate a dei bulloni che caratterizzano il materiale che utilizziamo, quindi l’unità di misura va adattata secondo questi bulloni, per un fattore estetico. Una volta disegnata, viene realizzato il primo modello, si vedono le varie problematiche, viene fatto un test per capire la loro resistenza. Di solito il primo modello viene testato da noi personalmente, per un dato periodo di tempo. Quindi annotiamo tutto quello che dev’essere migliorato. Una volta trovata la forma ottimale, studiamo gli abbinamenti, i decori, i colori, passiamo quindi ad un lavoro estetico non tralasciando le mode del momento.”

Qual’è il vostro target di riferimento, o meglio, quando realizzate una borsa quale donna immaginate?

“Non abbiamo un target di riferimento, all’inizio pensavamo di averlo, invece le nostre effettive clienti sono: da bambine che vanno all’asilo a signore. Noi chiediamo sempre “tu comproresti questa borsa?”. Non ci sono delle fasce di clientela, l’acquirente è sempre diverso, vuoi perché capisce che un oggetto di design, vuoi perché ha gusti classici ma le piace avere qualcosa di particolare. Per diverse motivazioni abbiamo clienti molto differenti”.

Dove è possibile comperare le vostre borse?

“Si possono comprare nel nostro laboratorio o attraverso negozi che hanno acquistato le nostre borse”.

Made in Italy: è più facile farsi notare in Italia per le proprie creazioni o all’estero?

“All’estero non abbiamo ancora molta esperienza. Sicuramente farsi notare per le nostre borse non  è stato difficile, nei vari eventi e fiere, abbiamo condiviso spazi d’esposizione con altri e abbiamo avuto comunque un buon riscontro e molta attenzione, sia da stranieri, sia da buyer italiani. Forse perché in un periodo dove c’è molta omologazione è un prodotto che riesce ad ottenere il proprio spazio. E’ diverso ma non è alieno”.

La borsa più bella del mondo che è mai stata creata?

“Chanel 2.55”.

Una donna come dovrebbe scegliere la borsa giusta? Voi come indirizzate le clienti se vi chiedono un consiglio?

“Noi realizziamo borse per varie esigenze: più piccole, più grandi, più eleganti, più sportive. Ultimamente la borsa più venduta è la più piccola che produciamo, all’interno ci stanno a malapena un iphone e un portafogli. Nonostante quello che si possa pensare, secondo noi la borsa viene scelta un po’ d’impulso, non proprio per una vera esigenza”.

Ultima domanda di rituale per la nostra rubrica: Giovanna e Alessia come prendete il caffè?

“Entrambe normale, Giovanna con zucchero e Alessia amaro”.