Preparatevi, il 13 luglio pv, arriva nelle sale italiane  Black Butterfly, il film di Brian Goodman distribuito da Notorious Pictures e prodotto da Andrea Iervolino, Monika Bacardi e Silvio Muraglia. Un thriller psicologico con atmosfere claustrofobiche alla Stephen King, che vi stupirà inchiodandovi alla poltrona per tutti i suoi 99 minuti. Recensione in anteprima

Black ButterflyDopo gli ultimi anni in cui ci capitava di vederlo quasi solo in tv come testimonial di un noto brand in spot pubblicitari che, a voler essere generosi, lo hanno reso alquanto ridicolo e vittima di prodigiose imitazioni, ecco, finalmente, un ritorno in grandissimo spolvero di Antonio Banderas. Era da tempo che si aspettava un film importante da un attore che ci ha regalato ottime performance ne La casa degli spiriti (1993) Desperado (1995), Evita (1996) e La maschera di zorro (1998), solo per citarne alcune. E ad affiancarlo qui in Black Butterfly, tratto dal film per la tv francese Papillon Noir (2008), del regista Brian Goodman, dal passato piuttosto torbido – un ragazzo di strada che entrava e usciva di prigione e che, per sua stessa ammissione, ha sperimentato su di sé il potere salvifico del cinema – è un Jonathan Rhys Meyers (interprete di Sognando Beckham, Alexander, Match Point, La musica nel cuore) in un sorprendente stato di grazia.

Oggi Goodman è totalmente riabilitato e da un bel po’ di anni ricopre nel panorama del cinema internazionale posizioni da attore, sceneggiatore e regista che gli hanno regalato la fiducia di molte star e attori hollywoodiani. Dopo aver recitato per moltissime produzioni cinematografiche, nel 2008 Goodman firma insieme a Donnie Wahlberg la sceneggiatura di What Doesn’t Kill You con attori quali Ethan Hawke e Mark Ruffalo. Eccolo ora alla prova con questo thriller psicologico che racconta la storia di Paul (Banderas), uno scrittore/sceneggiatore in declino a caccia d’ispirazione, che vive da solo, isolato in una casa nei boschi del Colorado. Paul è diventato un alcolizzato dopo che la moglie lo ha lasciato quattro anni prima e si è bloccato sotto tutti i punti di vista. Ne è testimone la sua macchina per scrivere sul cui foglio è scritto a ripetizione: “Sono bloccato, sono bloccato, sono bloccato…”. Un chiaro omaggio a Shining di Kubrick dove Jack Nicholson, con la stessa modalità, riscrive ossessivamente la celebre frase “Il mattino ha l’oro in bocca”. L’omaggio a Shining dello scrittore Stephen King sta anche nell’ambientazione dura, difficile che qui mette alla prova l’uomo castrato: la montagna. Il film può richiamarci alla memoria per ambientazione, tipologia del protagonista (un convincentissimo Johnny Depp) e in parte anche trama, pure Secret Window (2004), sempre tratto da un racconto di King, e Misery non deve morire, tratto ancora una volta dallo stesso King, pur non essendo, indubbiamente, di tal livello.

Un giorno Paul viene difeso in un piccolo ristorante della cittadina più vicina, da un uomo misterioso, Jack (Jonathan Rhys Meyers), un vagabando, al quale Paul decide di dare ospitalità per una notte per ricambiare il favore. I due vanno così d’accordo che Paul permette a Jack di restare da lui per tutto il tempo che vorrà in cambio di qualche lavoretto di riparazione della casa. Tra i due nasce quello si potrebbe definire un bel un rapporto: Jack sembra essere estremamente interessato al lavoro di Paul e fa di tutto per motivarlo a scrivere una storia sulla loro esperienza insieme. Ben presto, però, Jack diventerà il torbido carceriere di Paul: non lo farà più uscire di casa fino a quando la storia non sarà finita.

È da questo punto in poi del film che ci sarà, da parte di Jack, un crescendo di minacce e agguati al fine di provocare lo scrittore a scrivere una storia il più verosimile possibile. Pian piano lo scontro, anche fisico, tra Paul e Jack diventerà sempre più evidente e la convivenza tra i due assumerà toni da vero e proprio incubo dai risvolti del tutto inaspettati.

Nel cast anche Piper Perabo (interprete di The Prestige) che interpreta Laura, l’agente immobiliare di cui Paul si innamora, e il bellissimo cameo di Abel Ferrara e Vincent Riotta.

Suspence e adrenalina sono gli ingredienti principali di Black Butterfly, un film avvincente dove, negli ultimi 15 minuti non avrete, letteralmente, un attimo di tregua. Tre colpi di scena spiazzanti, con ribaltamenti di ruolo e contro ribaltamenti che vi metteranno, a dir poco, sottosopra. Siete pronti a entrare nello shaker “orrorifico” delle emozioni?