Elena Coniglio: bigodini fai da te "straccetti"

Elena Coniglio: bigodini fai da te “straccetti”

La parola d’ordine più che bigodino è roller, perché ormai il termine bigodino è un po’ obsoleto!

In questi ultimi tempi per quanto riguarda i bigodini, abbiamo assistito ad un’evoluzione e un ritorno al passato allo stesso tempo.

La vera evoluzione sono stati i cosiddetti bigodini termici, che vengono riscaldati da un’apposito macchinario e quindi montati su capelli umidi, dando una bellissima piega.

Mentre il ritorno al passato è quello rappresentato dal bigodino o roller fai da te, come ad esempio il cosiddetto “straccetto“, ovvero un pezzo di stoffa tagliato a strisce tipo fettucce, intorno alle quali si avvolgono le ciocche di capelli, dopo di che ogni fettuccia viene annodata e infiocchettata, ottenendo in questo modo un effetto morbido sulle punte oppure salendo più su si può ottenere un riccio che parte dalla radice. Con gli “straccetti” in testa si può anche dormire perché non creano spessore, ed essendo di stoffa non danno alcun fastidio.

O ancora i bigodini in spugna o quelli addirittura adesivi, e bene si il bigodino è un po’ tornato di moda e le versioni moderne servono in qualche modo, anche a preservare la salute del capello, non i bigodini di una volta che andavano messi e tenuti un’ora sotto al casco e esercitando una tale trazione sulle radici dei capelli, da creare dei fastidi.

Le nuove versioni di bigodini che si trovano in commercio sono fatti nei materiali più disparati dalla spugna alla stoffa, a materiali tubolari ed elastici in cui i capelli vengono prelevati con un uncino e trasportati all’interno di questi tubolari, e di tutti i tipi da quelli termici a quelli adesivi; vanno bene per tutti i tipi di capelli, corti o lunghi, ma soprattutto per i capelli particolarmente danneggiati, quindi per l’estate in cui i capelli sono già stressati da sole e salsedine, il bigodino potrebbe essere sicuramente una buona alternativa alla piastra o ai ferri arriccia capelli.

Bigodini-faidate-Roberto-Carminati

Come si applicano?

Detto fatto! Indipendentemente dalla tipologia di bigodino che decidiate di utilizzare, la modalità di applicazione è la stessa per tutti; si possono montare su capelli puliti ottenendo un effetto più vaporoso e morbido, ma anche su capelli precedentemente lavati per rinfrescare una piega oppure per ridare volume alla piega fatta dal parrucchiere.

Comunque sempre meglio su capelli asciutti o leggermente umidi, e più si tengono e più c’è la durata del riccio o della piega che si vuole fare.

Oltretutto sono un metodo piuttosto economico per fare la piega, perché a parte i bigodini termici che hanno un costo un po’ più elevato, le altre tipologie sono più a buon mercato, o addirittura si possono fare riciclando delle cose che abbiamo in casa.

Ad esempio, gli straccetti si possono ricavare anche da un vecchio foulard o da un pezzo di stoffa qualsiasi, mentre quelli di spugna si possono ottenere ricavando dei rettangolini da una spugna da bagno, rettangolini intorno ai quali si avvolgono le ciocche di capelli, si fermano con una forcina e il risultato è garantito capelli sani, luminosi semplici da acconciare.

Che dire, il bigodino è il nuovo must in fatto di capelli, perché c’è un ritorno alla moda degli anni ’70 con queste teste un po’ gonfie, piene di volumi e il bigodino riesce a dare proprio questo effetto e poi non dimentichiamo che per la primavera-estate la tendenza moda è proprio quella del mosso, del capello riccio, quindi avanti signore con i bigodini anche fai da te!