In attesa della notte degli Oscar del 10 marzo 2024 ecco una gallery di scene che hanno come protagonista l’ascensore, per celebrare vecchi e nuovi film candidati al più importante premio cinematografico del mondo

Aspettando la notte degli OscarGli ascensori, uno dei sistemi di mobilità più diffusi al mondo, spesso sono stati protagonisti di scene iconiche al cinema, fungendo da elementi narrativi per sviluppare la trama. Questi dispositivi, pur passando inosservati nella quotidianità, occupano una parte significativa della nostra vita, con una media di 16 ore trascorse al loro interno ogni anno. TK Elevator Italia, in occasione della Notte degli Oscar, ha deciso di celebrare questo iconico mezzo di trasporto selezionando memorabili scene ambientate in ascensore da film candidati nel corso dei decenni. Un’occasione per riflettere sull’importanza di questi luoghi spesso trascurati ma ricchi di significato cinematografico.

“BATMAN BEGINS” DI CHRISTOPHER NOLAN

Aspettando la notte degli Oscar Batman BeginsPartendo da uno dei modelli più antichi, l’ascensore a fune, come quello utilizzato in “Batman Begins” di Christopher Nolan (2005, Warner Bros.), nominato agli Oscar 2006 per la migliore fotografia, dove si assiste a una scena in cui il protagonista Bruce Wayne e il maggiordomo Arthur si salvano da una situazione critica. Azionato manualmente, questo ascensore rappresenta una metafora della caduta del protagonista e del suo successivo rialzarsi, sottolineando anche il legame speciale tra i personaggi.

Gli ascensori a fune, nati nel 1852 e utilizzati da oltre 170 anni, sono stati recentemente oggetto di reingegnerizzazione per garantire maggiore sicurezza ed efficienza, grazie all’innovativa trazione a cinghia. Questo dimostra l’evoluzione costante di un sistema di mobilità che, sebbene antico, continua a adattarsi alle esigenze moderne. Con questa iniziativa, TK Elevator Italia si propone di mettere in luce il ruolo fondamentale degli ascensori nella cultura cinematografica e nella nostra vita di tutti i giorni.

“GRAND BUDAPEST HOTEL” DI WES ANDERSON

Aspettando la notte degli Oscar Grand Budapest HotelNel celebre film “Grand Budapest Hotel” diretto da Wes Anderson (2014, 20th Century Fox), vincitore di 4 premi Oscar (miglior trucco e acconciatura; migliore colonna sonora originale; migliore scenografia; migliori costumi), l’atmosfera retrò gioca un ruolo fondamentale, e uno degli elementi chiave è rappresentato dall’ascensore rosso con addetto, interpretato dal “Lobby boy”. Questo personaggio diventa il confidente di Monsieur Gustave H, aggiungendo un tocco di charme e nostalgia al contesto, richiamando anche alla mente l’iconica scena dell’ascensore in “Pretty Woman” (1990, Warnes Bros.), film che ha guadagnato a Julia Roberts una nomination come migliore attrice protagonista.

Il “Lobby boy” incarna una figura professionale che un tempo era comune negli ascensori manuali, dove era necessario l’intervento manuale per raggiungere il piano desiderato. Oggi, questa figura sopravvive solo in pochi luoghi, spesso in hotel di lusso, dove rappresenta un servizio aggiuntivo “di cortesia”. L’automazione dei moderni sistemi di ascensori ha eliminato la necessità di tale presenza in modo obbligatorio, evidenziando l’evoluzione e l’efficienza delle attuali tecnologie.

“GHOSTBUSTERS” DI IVAN REITMAN

Aspettando la notte degli OscarGrazie all’automazione e ai progressi tecnologici, recentemente sono emersi sistemi innovativi che sfruttano l’intelligenza artificiale per offrire all’utente un’esperienza avanzata. Il “destination dispatch”, attraverso totem interattivi, consente agli utenti di selezionare il piano desiderato prima di entrare nell’ascensore. Inoltre, applicazioni moderne consentono di chiamare l’ascensore direttamente al proprio piano. Questa rivoluzione tecnologica, oltre a migliorare l’efficienza, ha anche impatti sociali, consentendo di risparmiare tempo e, talvolta, di evitare interazioni indesiderate durante la corsa.

Un cambiamento significativo rispetto agli anni ’80, periodo in cui film iconici come “Ghostbusters” (1984, Columbia Pictures) hanno segnato l’immaginario collettivo. In una scena memorabile, un anziano signore, in compagnia dei tre protagonisti vestiti da acchiappafantasmi, decide di aspettare il successivo ascensore per evitare di salire con chi crede siano disinfestatori. Questo esempio evidenzia l’evoluzione sociale correlata allo sviluppo tecnologico negli ambienti degli ascensori. Il film ha ricevuto due nomination agli Oscar del 1985: migliori effetti speciali e miglior canzone.

“BLADE RUNNER” DI RIDLEY SCOTT

Aspettando la notte degli Oscar Blade RunnerLa suggestiva scena di “Blade Runner” (1982, Warner Bros.), ambientato in un futuristico 2019, ci porta a riflettere sull’evoluzione tecnologica degli ascensori. Nel film, Rick Deckard (Harrison Ford) sale al 97° piano del suo appartamento, utilizzando un ascensore tecnologicamente avanzato con un tastierino simile a un telefono, dotato di riconoscimento vocale. La peculiarità più sorprendente è la sua velocità di ascesa, stimata a circa 75 km/h per coprire 97 piani in soli 20 secondi, superando l’attuale ascensore più veloce del mondo in Cina, che raggiunge i 73 km/h (due nomination agli Oscar del 1983: migliori effetti speciali e migliore scenografia).

In Italia, TK Elevator Italia si distingue per un impianto ascensoristico particolarmente rapido, situato a Milano nel palazzo di Regione Lombardia. Questo ascensore può viaggiare a 10 metri al secondo (circa 40 km/h), ma per garantire il massimo comfort ai passeggeri, la velocità è limitata a 8 metri al secondo (circa 30 km/h). Questo esempio mostra come la tecnologia ascensoristica stia avanzando anche nel nostro Paese, offrendo soluzioni all’avanguardia e garantendo un’esperienza di viaggio più efficiente e confortevole.

“È STATA LA MANO DI DIO” DI PAOLO SORRENTINO

Aspettando la notte degli Oscar E stata la mano di DioL’innovazione negli ascensori di “È stata la mano di Dio” (2021, The Apartment Pictures), candidato agli Oscar come miglior film straniero, non risiede solo nelle tecnologie avanzate, ma anche in un dettaglio che allevia una scena di dolore. Marriettello (interpretato da Lino Musella) crea un disegno osceno sullo specchio dell’ascensore per consolare Maria (interpretata da Teresa Saponangelo), in lutto per il tradimento del marito Saverio (interpretato da Toni Servillo).

La presenza degli specchi negli ascensori, introdotta alla fine del XIX secolo, ha svolto un ruolo significativo. Oltre a creare l’illusione di uno spazio più ampio, gli specchi consentono ai passeggeri di osservare l’ambiente circostante. Questo elemento, apparentemente decorativo, riveste un’importanza fondamentale in termini di accessibilità. Ad esempio, facilita l’ingresso e l’uscita di persone in carrozzina, migliorando la sicurezza e la comodità, soprattutto in ascensori affollati. La riflessione su questi dettagli rivela come la progettazione degli ascensori vada oltre l’aspetto estetico, influenzando positivamente l’esperienza degli utenti in diverse situazioni.

“ESSERE JOHN MALKOVICH”DI SPIKE JONZE

Aspettando la notte degli Oscar Essere john MalkovichUn dettaglio “accessorio” che caratterizzava gli ascensori del passato e oggi non esiste più in Italia è rappresentato dal pulsante “stop”, eliminato per legge nel 1999 per ragioni di sicurezza. Questi tasti, facilmente soggetti ad abusi o uso non sicuro da parte dei passeggeri, sono stati vietati per evitare disagi o pericoli per gli altri utenti. Tuttavia, proprio nello stesso anno, il pulsante “stop” ha assunto un ruolo narrativo insolito in “Essere John Malkovich” (1999, Universal Pictures), un film candidato a tre premi Oscar (miglior regia, miglior sceneggiatura originale e miglior attrice non protagonista) con una sceneggiatura dai toni surreali. Nel film, il pulsante è utilizzato come espediente per immaginare un ufficio al settimo piano e mezzo, raggiungibile tramite ascensore con l’ausilio del pulsante “stop” e di un piede di porco.

Per garantire maggiore sicurezza, molti ascensori moderni hanno adottato sistemi innovativi come videochiamate di assistenza e sensori ottici per monitorare costantemente l’ascensore, rispondendo prontamente a situazioni di emergenza. Questi miglioramenti tecnologici mirano a garantire una maggiore sicurezza e tranquillità agli utenti, evidenziando l’importanza della continua evoluzione nel settore degli ascensori.

“WILLY WONKA E LA FABBRICA DI CIOCCOLATO” DI MEL STUARTAspettando la notte degli Oscar Willy WonkaIl Wonka ascensore, famoso per la sua natura surreale e soprattutto futuristica, è uno degli ascensori più iconici nella storia cinematografica e oltre. Questo ascensore, capace di muoversi in ogni direzione, è ormai parte dell’immaginario collettivo. L’idea originaria, concepita negli anni ’60 dalla fervida fantasia di Roald Dahl e trasposta nel film “Willy Wonka e la fabbrica di cioccolato” (1971, Paramount Pictures), candidato agli Oscar 1972 per la migliore colonna sonora, è diventata realtà con l’introduzione di MULTI da parte di TKE nel 2017.

MULTI è un ascensore rivoluzionario che può muoversi sia in verticale che in orizzontale, grazie a un innovativo sistema di cabine senza funi, spinte dalla trazione magnetica. Questa tecnologia rappresenta una vera rivoluzione nel concetto di mobilità verticale, portando l’immaginario fantastico degli ascensori multidirezionali di Wonka alla realtà moderna. Mentre il “su e fuori” potrebbe ancora richiedere ulteriori sviluppi, l’introduzione di soluzioni come MULTI dimostra il costante impegno nel rendere la mobilità verticale sempre più innovativa e adattabile alle esigenze del futuro.

“BARBIE” DI GRETA GERWIG

A meno di possedere le abilità di “Barbie” (2023, Warner Bros.), che può planare dal tetto direttamente alla macchina, come evidenziato nel successo al botteghino dello scorso anno e attualmente in lizza con ben otto nomination agli Oscar di quest’anno (miglior film; miglior attore non protagonista; miglior attrice non protagonista, miglior sceneggiatura non originale; miglior scenografia; migliori costumi; 2 brani candidati per la miglior canzone originale), l’ascensore rimane, per il momento e sicuramente nel futuro immediato, il mezzo migliore per spostarsi su e giù, e in alcuni casi anche da un lato all’altro.