Trama, trailer e recensione di “Argentina, 1985” film diretto da Santiago Mitre ispirato alla storia vera dei procuratori Julio Strassera, Luis Moreno Ocampo e del loro giovane team legale che in una battaglia alla Davide contro Golia. Disponibile dal 21 ottobre in esclusiva su Prime Video

Argentina 1985 trama trailer e recensionePresentato in concorso alla 79ª Mostra internazionale d’arte cinematografica di Venezia, reduce dalla vittoria dell’ Audience Award al 70° Festival Internazionale del Cinema di San Sebastián, acclamato dalla critica e in corsa per rappresentare l’Argentina ai prossimi Oscar nella categoria Miglior Film Straniero, arriva il 21 ottobre in esclusiva su Prime Video “Argentina, 1985” ispirato alla vera storia dei procuratori Julio Strassera, Luis Moreno Ocampo e del loro giovane team legale che hanno avuto il coraggio di indagare e perseguire la più sanguinosa dittatura militare argentina di sempre contro ogni aspettativa e in una corsa contro il tempo per fare giustizia per le vittime della giunta militare.

TRAMA

L’Argentina, nazione tormentata e piena di conflitti, nonostante, viva ininterrottamente in una democrazia da quasi quarant’anni, viene raccontata al pubblico, attraverso il suo lungo percorso verso le democrazie, segnato da persistenti e crudeli violazioni dei diritti umani.

Siamo a Buenos Aires nella primavera del 1985. A due anni dalla fine della sanguinosa dittatura guidata dal generale, Jorge Rafael Videla, nota anche come Processo di riorganizzazione nazionale, un pubblico ministero di nome Julio Strassera (Ricardo Darín) viene incaricato dal neopresidente argentino Raúl Alfonsín di guidare il procedimento giudiziario contro Videla e la sua intera giunta militare, colpevoli di crimini contro l’umanità per aver ucciso o fatto sparire nel nulla migliaia di dissidenti politici e di innocenti; si tratta del secondo processo più importante del secolo dopo quello di Norimberga.

 

RECENSIONE DI “ARGENTINA, 1985”

“Argentina, 1985”, è un film che si interroga sulle responsabilità personali di coloro che forse sono stati ignavi mentre si spargeva il sangue e affronta la questione che riguarda tutte le dittature, sulla presenza ingombrante e pervasiva di coloro che da essa sono transitati nella democrazia. Il processo che mise alla sbarra i responsabili della dittatura militare è una strana coincidenza, oppure un inquietante dialogo a distanza dallo stile kafkiano?

La giustizia come arma contro la dittatura, il racconto cinematografico come mezzo di espressione universale per denunciare il pericolo del silenzio e della connivenza rispetto ad ogni forma di sopraffazione e totalitarismo, sono le fondamenta della narrazione. Questo avviene tramite una sceneggiatura lucidissima, che pur di andare fino in fondo nella ricerca della giustizia, riesce a tratteggiare il conflitto interno, esterno e ambientale dei personaggi mettendoli contro le loro stesse famiglie, i loro stessi ideali e il loro paese.

Il legal drama alternato di momenti comici e sarcastici viene così ritmicamente limato nei suoi spigoli più ostici, rendendo umanamente accettabili i compromessi e le opinioni dal tono pungente.