Alice Basso

Alice Basso

Alice Basso, la poliedrica e ironica scrittrice milanese, piemontese d’adozione, è la divertente ospite del nostro “Caffè con” di oggi. Senza dubbio ne avrete sentito parlare, perché lei è la creatrice della ghostwriter, nonché specialista del piano B, Vani Sarca, protagonista dei best-seller L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome (Garzanti Libri, 2015) e Scrivere è un mestiere pericoloso (Garzanti Libri il 12 maggio 2016).

Durante la nostra chiacchierata abbiamo cercato di approfondire alcuni aspetti dei suoi due primi romanzi, di sapere quali sviluppi si aspetta per la sua Vani Sarca, ma lei con la sua battuta sempre pronta è stata sempre abilissima a non svelarci tutto, lasciandoci sempre con un filo di suspense come nel più riuscito dei romanzi gialli. Un modo, forse, per mantenere il bel rapporto, anche giocoso, che è riuscita ad instaurare con i suoi tantissimi lettori.

Insomma un’esperienza davvero divertente, con tanto di sorpresa finale! A voi il piacere di scoprirla leggendo nei fondi di caffè… ops… l’intervista!

Ispirandoci al titolo del tuo ultimo romanzo, secondo te: scrivere è davvero un mestiere pericoloso?

“Oh, sì. Cioè. Per Vani lo è perché, anche se in apparenza svolge il mestiere più sedentario e recluso del mondo (scrivere libri che poi qualcun altro firmerà), per qualche ragione questo stesso mestiere la ficca sempre in qualche rogna. Per noi, persone comuni, che facciamo gli scrittori ma anche i redattori, gli editor, i giornalisti, i blogger, scrivere è una faccenda delicata più che altro perché a scrivere ci si espone, ci si mette in gioco, e le parole sono importanti… Non sai mai cosa può succederti, il giorno che te ne lasci scappare una di troppo…”

Sembra che tu sia riuscita a creare il personaggio perfetto: è difficile non affezionarsi a Vani, tanto che molti tuoi lettori dichiarano di volerla avere come amica. Qual è il segreto del suo straordinario successo?

“Oddio! Se lo sapessi, sarei felicissima, perché a questo punto mi basterebbe replicarlo all’infinito e allora sì che mi garantirei un successo straordinario vita natural durante! No, okay, scherzi a parte: paradossalmente – me ne sono resa conto dai feedback dei lettori – è il caratteraccio di Vani a renderla simpatica. Lei ha la facoltà di dire tutto quello che spesso noi possiamo solo pensare, e magari anche vergognandocene un po’: ci autorizza i malumori e le antipatie, ci sdogana il cinismo, ci fa pensare “Oh, quanto avrei voluto dirlo io, se solo avessi potuto!”. Ed è così… così liberatorio!”

Visto che anche tu lo sei stata, cosa ne pensi del fenomeno dei ghostwriter?

“Non è del tutto vero: io sono stata e sono tuttora una editor, una redattrice e una redattrice, non una ghostwriter (anche se ci sono dei giornalisti che pensano che invece lo sia e che non possa dirlo per ragioni contrattuali…). Però non mi sento un’impostora a parlare di una professione che non è esattamente la mia, perché in realtà tutte queste altre che ho elencato le vanno molto vicino: un editor o un traduttore devono saper scomparire dietro lo stile e il pensiero dell’autore proprio come un ghostwriter. Quindi dei veri ghost non posso che ammirare la classe con cui spariscono, spesso dietro lavori ingrati.”

Hai mai pensato di far diventare i tuoi romanzi una serie tv come l’allieva di Alessia Gazzola? E se si, quali attori vedresti nel ruolo di Vani e degli altri protagonisti?

“Eheh! Be’, non siamo noi autori a decidere se i nostri libri diventeranno delle serie tv o dei film, ma fosse per me, come puoi immaginare, mi divertirei tantissimo! Quanto agli attori, devi sapere che questo è un gioco che faccio spessissimo con i miei lettori: siccome io sono iiiignorantissima riguardo agli attori italiani in circolazione al momento, mi capita spessissimo che siano i lettori a mandarmi spontaneamente facce e fotogrammi, seguiti da commenti come “Dimmi se non è Berganza sputato!” o “Lei sarebbe PERFETTA per fare Vani!” Al momento i miei preferiti sono… ah, no, non lo posso dire, altrimenti poi nessuno gioca più!”

Alice Basso e l’amore: come definiresti questo strano sentimento che in qualche modo fa girare da sempre il mondo?

“E’ un gigantesco paradosso: è il sentimento meno noioso del mondo, ma quello di cui è più facile in assoluto parlare in modo noioso! Il risultato è che tutti moriamo dalla voglia di parlarne (anche io, lo ammetto: non ossessivamente ed esclusivamente, però scrivere di sentimenti è un sacco divertente), ma poi facciamo i salti mortali per dirne qualcosa di diverso, o in modo diverso. E di solito nemmeno ci riusciamo!”

E a proposito di amore: Riccardo o l’ispettore Berganza? Tu chi sceglieresti?

“Oddio, non posso risponderti! Altrimenti ti direi già che finale covo per la storia! Non possiamo passare a domande più facili? Che so… Chi è più colto o intelligente fra i due? Ah no, scusa: ora che ci penso, non è affatto una domanda più facile…”

Come prendi il caffè?

“Okay, questo è il momento della lapidazione: non lo prendo. Faccio parte di quella ristrettissima minoranza di italiani che non vanno pazzi per il sapore del caffè e che, quando proprio hanno bisogno di caffeina, ci danno dentro di zucchero e latte. (Lo so, suona quasi eretico: probabilmente in questo momento vi state sentendo come me quando vedo mettere il ghiaccio nel whisky). In compenso bevo litri e litri di tè. dico sul serio, fino a tre al giorno. Da quando mi sono fatta regalare un bollitore da ufficio, non faccio che alzare il fatturato della Twinings e concorrenti. Quindi… la foto ve la mando con la mia tazza “vera”, quella che mi sta accanto al gomito tutto il giorno, e se lo trovate disturbante vi autorizzo a fingere che contenga un caffè molto molto lungo!”

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