Da giovedì 11 giugno arriva in esclusiva su RaiPlay il film Abbi fede, diretto e interpretato da Giorgio Pasotti con Claudio Amendola. Trama, trailer e recensione in anteprima

Abbi Fede trama, trailer e recensione del nuovo film di Giorgio PasottiIspirato al film “Adams æbler” (Le mele di Adamo), Abbi Fede è una favola grottesca sulla sfida più antica del mondo, quella tra bene e male.

In un’epoca come quella che stiamo vivendo, in cui le differenze di credo e religione sono troppo spesso rimarcate col sangue, c’è stata l’urgenza di inviare un messaggio semplice ma rivoluzionario che ha fatto centro. Abbi Fede è un film ricco di riferimenti biblici, oltre ai protagonisti, anche l’ambientazione e i paesaggi (girato nelle zone altoatesine di Appiano, Soprabolzano e Collalbo) ne ricordano il contenuto e non è un caso.

TRAMA

Ivan (Giorgio Pasotti) infatti è un sacerdote con una fortissima fede in Dio e nell’uomo. La sua incrollabile convinzione sarà, però, messa alla prova dall’arrivo di Adamo (Claudio Amendola), un neofascista assegnato alla sua comunità di recupero. La preparazione di uno strüdel di mele diventerà l’occasione per un teso braccio di ferro tra una visione positiva e una negativa del mondo, il tutto accompagnato dallo sguardo allucinato degli altri membri della comunità: lo sciatore alcolizzato Gustav (Robert Palfrader), la problematica Sara (Gerti Drassl) e l’ex-terrorista Khalid (Aram Kian).

 

Il film fa riflettere sulla necessità umana di conservare sempre e comunque la speranza, l’unico vero motore di tutto il genere umano, oltre che su quanto sia indispensabile ascoltare gli altri, soprattutto se molto diversi da noi. Mettersi a confronto e perdere le proprie certezze per comprendere sé stessi fino in fondo. I due protagonisti sono così diversi tra loro da palesare allo spettatore immediatamente le loro rivalità e le loro differenze, ma lo scopo della sceneggiatura è proprio quello di raccontare la storia di due uomini che se pur diversi, iniziano a contaminarsi a vicenda, modificando le loro esperienze e il loro modus operandi.

La scoperta, la conoscenza, il dubbio e la rinascita nascono dalla comunione, intesa come unione tra diverse parti, grazie alla quale ci si fortifica. Lo strudel è un degno sostituto della mela del peccato, golosamente utilizzato in una drammaturgia impeccabile. Drammaturgia per cui Pasotti ha scelto la cifra della commedia, sicuramente più congeniale al pubblico italiano, ma con toni narrativi continuamente oscillanti tra il comico, il grottesco a tratti surreale e il drammatico. Una scelta rischiosa e di difficile equilibrio che ha dato al film un tocco originale e caricaturale che si sposerebbe bene anche con il teatro.

Insomma una parabola moderna ricca di amara ironia, decisamente provocatoria e colma di icone del passato (vedi il riferimento al “caso Moro” con Adamo che carica Gustav nel cofano della Renault 4 rossa), che ci lasciano in bocca il dolce sapore dello strudel e l’amaro della vita. Completano l’opera la formidabile interpretazione di Giorgio Pasotti e Claudio Amendola, a cui si accompagna l’altrettanto valida performance del resto del cast.

A volte non è ben chiaro contro chi lottiamo, se contro una fede, una razza, contro chi ha idee diverse dalle nostre o forse soltanto contro noi stessi. Sarebbe bene ricordare che da uno scontro ne escono sempre sconfitte tutte le parti, ma da un incontro…

Dall’11 giugno in esclusiva su RaiPlay.