Dal 14 dicembre scorso a Milano, in Via della Moscova 10, abbiamo il terzo Kisen, un ristorante giapponese che si distingue per qualità e innovazione

kisenPerché non c’è due senza tre! Banale, ma verissimo. Dopo il primo Kisen aperto 13 anni fa in zona Colonne di San Lorenzo, e per la precisione in Via Gian Giacomo Mora 9, pochi mesi fa ha aperto a Busto Arsizio e ora in Via Moscova 10 a Milano.

Abbiamo di che esserne felici perché l’idea originaria di Christian Zaccaro, allora 25enne, e di un gruppo di giovani ristoratori milanesi e bustocchi (per chi non fosse del milanese il termine indica gli abitanti di Busto Arsizio), ha fatto centro ancora una volta.

Per chi si domandasse qual è la ricetta per avere ancora una volta successo con un’apertura a Milano dell’ennesimo ristorante giapponese, la risposta è sempre e solo una: qualità e innovazione. Sì, perché questi due termini vanno a braccetto e la lungimiranza che hanno avuto questi ragazzi che 13 anni fa si sono affacciati tra i primi su questo, allora, nuovo tipo di mercato, è stata davvero portentosa. Chapeau quindi a loro e alla capacità, appunto, di continuo rinnovamento. Tutti i ristoranti Kisen hanno una cifra stilistica che li contraddistingue: puntare sempre sul gusto, sull’estetica e sull’evoluzione della cucina. Il menu Feeling Excellence creato ad hoc per il Kisen Moscova è frutto dell’accuratissimo lavoro di uno chef di Osaka che ogni sei mesi torna per formare i cuochi dei tre Kisen. E poi, come premesso, c’è la scelta della materia prima, freschissima: il miglior pesce che si trovi sulla piazza di Milano.

La scelta è davvero ampia e raffinata (vedi menù). Ve ne diamo giusto un assaggio in attesa che vogliate provarlo di persona. Si possono gustare i dim sum con pasta alla barbabietola, allo zafferano, al gambero e al tè verde.

Oppure sperimentare una delle dieci tartare proposte (per esempio la Kisen con gamberi crudi, capesante, branzino, polvere di miso e riso Venere). E ancora, i dodici gunkan, le cruditée, i carpacci o i 14 tipi di California Maki e le 12 tipologie di temaki tra cui spiccano quelli al foie gras o al riso allo zafferano in onore di Milano. E non pensate che l’offerta ampia sacrifichi la qualità, assolutamente no.

Gunkan

Temaki

Perciò buttatevi anche sui kirashi o su qualcosa di caldo come le zuppe, gli udon o i ramen. Ce n’è davvero per tutti i gusti. L’importante è che il palato sia raffinato e la voglia di sperimentare sapori insoliti molta.

Il gusto non è solo nel sapore ma anche nella cura dell’estetica, che si mostra nel piatto in maniera quasi maniacale e negli ambienti raffinati che richiamano la natura orientale e lo stile essenziale giapponese. Canne di bambù, pietra, legno, ferro e luci strizzano l’occhiolino a Madre Natura insieme a giochi ottici eleganti e moderni prodotti da luci, specchi, vetrate e cascate, giochi di onde alle pareti e pavimenti con giardini giapponesi.

Potremmo raccontarvi molto altro, ma vi toglierebbe un po’ di quella magia che si percepisce varcando la soglia di Kisen. Lasciatevi guidare dall’istinto e dalle sensazioni del palato. E vedrete che le promesse saranno mantenute.