Ugo Tognazzi e la sua “Tognazza”: “L’attore? A volte mi sembra di farlo per hobby! Mangiare no, io mangio per vivere”

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Ugo Tognazzi e la “sua” Tognazza (Velletri)

Così si esprime nell’ introduzione dell’Abbuffone“, uno dei libri dedicati alla sua passione. Ugo Tognazzi, l’attore di Cremona, intenso personaggio della cultura italiana e della vita mondana dagli anni ’60 non ha mai nascosto la sua voglia di genuinità e ricerca, curiosità e fantasia in tutto ciò che ha vissuto.

Passione forte e intensità nei suoi personaggi, come in “Nell’anno del signore” di Luigi Magni, nei panni del reazionario vescovo Rivarola, duettando con Alberto Sordi e Nino Manfredi, o in “Amici Miei”, il famigerato Conte Lello Mascetti, a cui la cultura italiana deve con riconoscenza la nascita delle “supercazzole”, elegante e raffinato modo di sbeffeggiare il malcapitato interlocutore di turno, inondandolo in discorsi assurdi e parole di pura fantasia.

Ma la sua vita trova probabilmente il giusto terreno (nel vero senso della parola) dove germogliare e contribuire alla cultura del nostro paese quando, a metà degli anni ’60, si trasferisce con la sua famiglia a Velletri, in campagna. La “Tognazza“, così chiamò la terra, la vigna e gli uliveti, che rilevò, e dove costruì la sua villa, e che gli permise di immergersi nel mondo dell’arte del vino, affondando nella tradizione dei prodotti della sua terra, conoscendone la storia, gli ambienti e le origini dei sapori, etichettando le bottiglie come frutto della “Tognazza Amata”, la sua cantina.

Una ricerca che lo portò in giro per il paese, nella ricerca di caseifici genuini, a parlare con i pescatori o i contadini della loro storia, con la consapevolezza che se il mondo e il nostro Bel Paese si affacciava all’era dei supermercati, fosse un obbligo morale per chi aveva avuto la fortuna di esservi nato, aggrapparsi alla tradizione, scavare ancora più a fondo le radici per non perdere il sapore, la qualità e la cultura del prodotto italiano.

Tutto questo percorso rivive ancora grazie a Gianmarco Tognazzi, e a “La Tognazza” che conserva le ricette e la storia di Ugo, ancora lì a Velletri, con eventi e prodotti tipici che portano anche il nome delle sue più riuscite espressioni, e che permettono di respirare ancora il fascino di un personaggio e di un attore unico, le luci e la vita mondana del cinema e della Roma degli anni ’60, rivivendo le famigerate cene dello chef Ugo con i suoi cari amici come Gassman, Monicelli, Villaggio e tanti altri, ma anche un presente fatto di passione per il sapore, la genuinità e la cucina d’autore.

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