Scrivere è un mestiere pericoloso: recensione del nuovo romanzo di Alice Basso

scrivere -e-un-mestiere-pericoloso-alice-basso-recensione“La mente umana è un meraviglioso catorcio pieno di falle manipolabili”. Si legge in Scrivere è un mestiere pericoloso di Alice Basso, il libro che segue L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome.

E chi è la più brava a scoprire e a servirsi di tali falle? Ma la nostra Vani Sarca, naturalmente!

Non so come la pensiate voi, ma a me quell’adorabile cinica è mancata moltissimo. Forse perché amo quell’ironia un po’ dissacrante e rifuggo dai personaggi senza macchie e senza colpe dall’anima colorata da toni pastellosi? Non lo so, ma di certo so che le ore trascorse a leggere questo nuovo romanzo sono state molto piacevoli. E questo perché, seppur sullo sfondo di un giallo – che non è mai il protagonista del romanzo ma solo funzionale ad esso – l’intreccio narrativo vede ancora una volta la nostra ghostwriter del cuore in grado di smontare e rimontare tutto ciò che il lettore è portato, naturalmente, a credere.

In questa nuova avventura, ritroviamo Vani alle prese con un doppio lavoro: da una parte sempre alle dipendenze del povero Enrico, la cui natura patetica è direttamente proporzionale ai suoi fallimentari tentativi di raggirare la nostra beniamina, e dall’altra consulente della polizia, in compagnia dell’ispettore Berganza. Insomma, chi l’avrebbe mai detto che le doti di una geniale misantropa sarebbero state al servizio dell’ordine pubblico?

Con un nuovo mistero da dipanare e un libro di ricette da scrivere, godendoci la compagnia di una simpatica vecchietta reo confessa di un omicidio, ritroveremo i personaggi che abbiamo conosciuto nel primo capitolo. Dal bel Riccardo, l’ex di Vani, perché forse non è proprio tutto così come sembra alla giovane vicina di casa, Morgana, fino alla famiglia della nostra eroina, dai tratti a volte un po’ mediocri e grotteschi ma pur sempre famiglia.

E trattenendo l’istinto di sferrare un calcio in uno stinco giusto per togliersi uno sfizio, con il sempre valido mantra “soddisfa te stessa e almeno una persona sarà felice”, Vani si troverà davanti a più di un bivio. E in più di un campo.

Riuscirà il suo talento ad aiutarla a passare all’azione? O di fronte a certe opzioni che la vita ci pone dinanzi, per quanto possiamo eccellere in scaltrezza, siamo tutti, alla fine, totalmente vittime dell’indecisione?

Non resta che leggere il nuovo romanzo di Alice Basso, dove la componente noir va a braccetto con l’ironia dei pensieri, l’irriverenza della battute, la nostalgia dei ricordi e la delicatezza dei sentimenti taciuti. E, alla fine – un po’ forse per masochismo – anche voi vorrete una Vani Sarca come amica.

Io, per esempio, avrei potuto commissionarle questa recensione. Lei si sarebbe rifiutata, io l’avrei pregata facendo leva sui sentimenti di umana pietà, lei avrebbe finto di non conoscere la parola “compassione” ma alla fine, sono certa, mi avrebbe aiutata. E avrebbe scritto esattamente nel mio stile. Sicuramente molto meglio di quanto lo abbia potuto fare io stessa.

Titolo: “Scrivere è un mestiere pericoloso”

Autore: Alice Basso

Pagine: 341

Editore: Garzanti Libri

Prezzo di copertina: € 16,40 (13,94 € su Amazon)

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