Pietro Cinieri: dalla musica alla regia di “The Crow”

Pietro Cinieri
Pietro Cinieri

Pietro Cinieri, il regista tarantino classe ’88, è il graditissimo ospite della nostra rubrica settimanale alla caffeina. Nato come musicista, ma da sempre appassionato di fotografia, si avvicina al cinema per caso, casualità che con il tempo diventa amore, che lo porta a realizzare la sua opera prima: The Crow: Shreds of Memories.

Un fan movie basato sul fumetto The Crow di James O’Barr. Il film prende anche ispirazione dall’omonimo film con Brandon Lee di cui conserva principalmente le ambientazioni cupe.

Il film che ha già vinto 6 premi al Rome Web Awards, tra cui miglior regia ed è attualmente in concorso in vari importanti festival internazionali importanti. Chissà che Pietro Cinieri, non sia una nuova stella che si andrà ad aggiungere ai vari Solima, Mainetti, Guaglione e Resinaro, che a colpi di fotogrammi stanno cercando di scrivere una nuova storia per il cinema italiano.

Da musicista a regista: com’è avvenuta la trasformazione?

“Sono nato come musicista per poi passare alla regia in maniera del tutto casuale. Ho iniziato come fotografo, lavorando per eventi e book fotografici. Un giorno mi sono ritrovato sul set di una web series come fotografo di backstage e da quel momento è nato un amore… quello per il set e per il cinema!”

Come mai hai scelto come primo lungometraggio di fare un fan-movie ed in particolare basato sul fumetto The crow?

“Ho sempre pensato che per iniziare questo percorso, un fan movie fosse l’ideale soprattutto per attirare l’attenzione dei fan. Ho visto diversi fan movie e non era mai stato affrontato qualcosa su The Crow, soprattutto in Italia. L’idea ha preso forma soprattutto dopo il mio incontro con James O’Barr.”

Cosa ne pensi della nuova generazione di registi italiani che sta dando vita a film come Suburra, Lo chiamavano Jeeg Robot e Mine?

“Direi che sono la dimostrazione di come si possa fare cinema in questo Paese senza riscaldare la solita minestra. Sono degli esempi per chi vuole intraprendere questo mestiere. Sono la risposta che il cinema in Italia sta cambiando e credo siamo sulla giusta strada, ma non diciamolo troppo presto. (sorride)”

Come sta cambiando, se sta cambiando, il cinema italiano e perché?

“Sicuramente qualcosa sta cambiando, perché è finito il tempo dei film fatti senza entusiasmo, solo per puro scopo commerciale e senza uscire dai soliti schemi produttivi. Serve innovazione, originalità e soprattutto passione.”

Se domani dovessi decidere di smettere di fare il regista cosa faresti?

“Sto lavorando sodo per raggiungere questo obiettivo. Voglio fare il regista e, al momento, non riesco a immaginare altre strade. Se proprio dovessi smettere, forse mi dedicherei alla musica. Tuttavia ho scelto il mio percorso e non intendo deviare. (sorride)”

Visto il successo riscosso dalla tua opera prima, hai già in programma un altro film? Se si ci puoi anticipare di cosa parlerà?

“Attualmente sto lavorando alla post produzione di un cortometraggio noir e a gennaio dovrebbe uscire la mia prima web series basata sulle leggende metropolitane. Stiamo lavorando anche alla stesura di una sceneggiatura per un possibile feature film.”

E dulcis in fundo la nostra domanda di rito: come prendi il caffè?

“Di solito io non prendo mai il caffè, ma oggi ho fatto un’eccezione addolcendolo con un cucchiaino di zucchero. Generalmente prendo espressino ( latte macchiato) o tè caldo.”

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