Il ministro: il ritorno da protagonista di Gian Marco Tognazzi (recensione)

Il ministro, la nuova commedia agrodolce di Giorgio Amato, ci invita ad una cena in cui le portate principali sono corruzione e appalti truccati, raccontando con i toni leggeri della commedia e con un ottimo cast di attori, temi tristemente noti alle cronache italiane.

Il ministro
Il ministro

Dopo la riuscitissima cena di Perfetti sconosciuti di Paolo Genovese, ecco che Giorgio Amato per la sua quinta pellicola, Il ministro, ci raccoglie intorno ad un’altra tavola, non per una cena tra amici ma per motivi alquanto loschi.

Infatti il padrone di casa, nonché organizzatore della cena, è l’imprenditore Franco Lucci, magistralmente interpretato da Gian Marco Tognazzi, al quale per salvarsi dalla bancarotta serve il benestare per un appalto. Ed ecco che, come nella migliore tradizione italiana, entra in gioco il politico di turno, il ministro Rolando Giardi (Fortunato Cerlino), con un debole per bustarelle e belle donne accondiscendenti. Sono presenti anche la moglie di Franco Lucci, Rita (Alessia Barela), suo cognato e collaboratore Michele (Edoardo Pesce) e la fida domestica Esmeralda (Ira Fronten).

Una serata organizzata ad hoc per assecondare tutti i “vizietti” del ministro in cambio del suo via libera al famoso cantiere dell’imprenditore, che risanerà le sorti della sua azienda. Ma quella che sulla carta sembra una pratica di facile evasione, si trasforma via via in un’impresa sempre più ardua e ricca di imprevisti, a cominciare dal fatale incidente alla squillo promessa al ministro come “dopo cena”, il cui rimpiazzo cambierà le sorti dell’intera vicenda.

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Giorgio Amato, ispirandosi alla canzone di Fabrizio De André Il re fa rullare i tamburi, incentrata sull’avidità umana, rispolvera, anche grazie ad un cast ristretto ma di altissimo livello, la vecchia cara commedia all’italiana, che ha reso celebre in tutto il mondo il nostro modo di far cinema. Una commedia che vuole essere lo specchio dei nostri tempi, dai toni agrodolci, in grado di mostrare la bassezza di alcuni spregevoli individui che per raggiungere i loro scopi non si fermano davanti a niente.

Novanta minuti di piacevole ironia, che faranno riflettere lo spettatore, facendogli riassaporare il gusto della commedia all’italiana di una volta, ma impregnata di moderna attualità, a dimostrare come certe cattive abitudini siano veramente dure a morire.

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