Lorenzo Amurri: “Perché non lo portate a Lourdes?”, la presentazione del nuovo libro

Lorenzo Amurri
Lorenzo Amurri

Dopo “Apnea”, ritroviamo Lorenzo Amurri con “Perché non lo portate a Lourdes?” edito da Fandango Libri, presentato alla fiera “Più Libri Più Liberi” in Roma. A condurre la presentazione del nuovo libro Serena Dandini, un’amica per Lorenzo. Lo si capisce, a chiare lettere, dall’abbraccio colmo d’affetto e stima che si concedono all’inizio e alla fine della presentazione.

L’argomento non è leggero ma sa diventarlo. Lorenzo Amurri da quasi vent’anni è paralizzato, costretto su una sedia a rotelle a causa di un incidente sugli sci. A togliere peso al libro, e alla stessa presentazione, ci pensano degli ingredienti per nulla scontati: l‘ironia, prima fra tutti. Figlia, quest’ultima, di una grande intelligenza e sensibilità, di chi guarda il mondo con uno sguardo più acuto, se vogliamo più esposto alla sofferenza, ma capace di staccarsi qualche centimetro da terra per andare oltre l’ostacolo dinnanzi. C’è, alla fine, voglia di trovare spazio anche per una sana risata contagiosa e battute tragicomiche.

In “Apnea”, come sottolinea la stessa Serena Dandini, vi è il racconto del proprio viaggio; quello dell’autore e della presa di coscienza dell’incidente che cambia tutto, che costringe a sostenere il mondo da seduto. In “Perché non lo portate a Lourdes?” Lorenzo descrive il viaggio degli altri.

Un viaggio fatto di incontri, di treni (niente affatto attrezzati per ospitare delle persone disabili, come denuncia l’autore) diretti per Lourdes,. Un viaggio intrapreso con altre anime, dentro le persone prima che in un luogo. Perché chi meglio di lui può leggere “dove ciascuno di loro è arrivato nella salita?”. Una strada tortuosa che costringe a vedersi in un modo diverso.

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Lo stesso titolo del nuovo libro è una denuncia: spesso i disabili vengono considerati degli oggetti inanimati, così “gli si manda a dire delle cose” tramite terzi. “Perché non lo portate a Lourdes” è tratto da un aneddoto:  durante il cocktail del Premio Strega (che vede l’autore tra i finalisti, per “Apnea”) una signora sottopone l’idea alla sorella di Amurri e quest’ultima riporta fedelmente la frase.

Il viaggio a Lourdes Lorenzo Amurri decide di farlo, davvero, e non per fede. In questo libro ci presta i suoi occhi, sottoponendoci vari spaccati di quanto accade nei luoghi della fede, senza pregiudizi. Ci racconta dell’“animazione spirituale” in treno, della speculazione, la spettacolarizzazione della stessa disabilità. E ancora, l’aspetto commerciale. Ci apre una finestra sull‘invindia che si prova dinnanzi ad un miracolo avvenuto sotto il proprio naso, perché si legge negli occhi dei non miracolati una sola sacrosanta domanda: “perché non a me?”.

C’è anche l’aspetto di una sana energia, avvertita da Amurri; precisamente una sera a tarda ora, a rientro da una serata insieme ai volontari. Bene, in quel momento Amurri descrive la sensazione di una grande energia verso la grotta di Massabielle. La descrive con un’immagine precisa: “come una spiaggia incontaminata, dove la natura fa il suo corso, e gli occhi dell’uomo registrano tanta energia. La magia però viene dilaniata quando ritorni in quella stessa spiaggia, con tanto di ombrelloni e persone che la popolano”.

Un libro libero da pregiudizi, che non racconta temi sacri, bensì persone, incontri di vite, senza mai perdere la voglia, per niente scontata, di essere leggeri, nonostante tutto.


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