Locanda del Cerriglio a Napoli: la “nuova” taverna del Caravaggio

La Locanda del Cerriglio di Napoli - la "nuova" taverna di Caravaggio
Locanda del Cerriglio a Napoli – la “nuova” taverna di Caravaggio

A proposito di “posticini carini”, girovagando per l’Italia, ha attirato la nostra attenzione uno particolarmente ricco di storia, arte e cultura. Tutto rigorosamente made in Italy, nel cuore di Napoli, che ha riaperto i battenti dopo secoli di inattività, grazie alla passione e all’opera di restauro dell’imprenditore edile signor Giuseppe Follari e di sua moglie Angela.

Stiamo parlando dell’antica “Taverna del Cerriglio“, nata nel 1300, nel vicolo più maleodorante e angusto di Napoli, che scendeva dalla zona dei Banchi Nuovi al Porto; taverna frequentata dal popolino, ma anche dalla nobiltà napoletana e dagli artisti del tempo, perché ci si trovava del buon cibo, da bere e si poteva pernottare da soli, o in “compagnia” pagando un piccolo extra, e le cui mura hanno assistito il 24 Ottobre del 1609 all’aggressione e al ferimento al volto, di uno dei più famosi pittori della storia dell’arte italiana, Michelangelo Merisi da Caravaggio, noto alle cronache semplicemente come il Caravaggio.

In un restauro durato circa 10 anni il signor Follari ha restituito a Napoli un pezzo della sua storia; riuscendo nell’intento di mantenere l’antica struttura su 3 piani e di ricostruire, attraverso i quadri del Caravaggio appesi alle pareti, l’atmosfera barocca di un tempo. Fare una sosta lì significa venire catapultati in un’altra epoca.

La volontà di conservarne l’antica identità è testimoniata anche dalla scelta del nome “Locanda del Cerriglio” e dai piatti della tradizione napoletana, rigorosamente scelti dalla signora Angela, che ne compongono il menù, quali  le focacce, la pasta e fagioli con le cozze, il polpo alla luciana, il coppetiello di alici, la zuppa di cozze con ranfetelle di polipo, i casatielli fatti in casa.

Locanda del Cerriglio - Napoli 3

Nella sua nuova veste la “Locanda del Cerriglio” non offrirà ai suoi avventori solo buon cibo, ma anche arte e cultura, grazie alla volontà del signor Follari di adibire alcune stanze ad esposizioni artistiche e alle pareti istoriate con citazioni di personaggi più o meno famosi, come “é fritto ‘o ‘ffécato!“ modo di dire napoletano per le situazioni irreparabili, che sembra sia stata pronunciata dal cuoco della “Taverna del Cerriglio” ad un macellaio che gli aveva portato un fegato per farselo cucinare, ma senza dirgli come e quando il macellaio finito di parlare con l’oste aveva chiesto al cuoco di fargli il fegato arrosto, si era visto rispondere da quest’ultimo “é fritto ‘o ‘ffécato!“.

Non resta che augurarvi buon viaggio, tra vicoli e sapori di un tempo perduto e sapientamente ritrovato.

Ingresso Locanda del Cerriglio

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