L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome (recensione)

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Immaginate una ragazza che dimostra minimo 10 anni in meno dei suoi 34. Capelli corti, nerissimi e ciuffo ribelle che le copre un occhio alla Lisbeth Salander (la protagonista della fortunatissima trilogia “Millenium” di Stieg Larsson).

Vi sta sorridendo ma quel sorriso non è rassicurante. Anzi, ha un qualcosa di inquietante. Forse a causa di quel rossetto viola che vi lascia addosso una sensazione di disagio. O forse perché, nel vostro intimo, percepite che vi sta scrutando l’anima. Tranquilli! non siete impazziti. Lei è davvero in grado, attraverso vostri pochi gesti, gli indumenti che oggi vi sembra di aver indossato quasi a caso, gli intercalari che pronunciate frettolosamente tra una frase e l’altra o sfruttando piccoli tic della vostra persona, dicevo, quella ragazza è in grado di entrare in profonda sintonia con il vostro io.

Cosa che neanche voi siete in grado di fare.

Il dono è l’Empatia.

Il lavoro della ragazza è la gosthwriter.

Lei è Vani, al secolo Silvana Sarca.

Il romanzo è L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome di Alice Basso.

Ma riprendiamo il nostro discorso. Chi ritiene che empatico sia sinonimo di sensibilità e compartecipazione emozionale agli altrui stati d’animo si sbaglia di grosso. Non in questo caso.

Vani, a differenza di quanto si possa pensare, non è magnanima, condiscendente e liberale. Non all’apparenza almeno.

Anzi, la battuta che pronuncia più frequentemente è “se solo me ne fregasse qualcosa”.

La sua capacità è semplicemente funzionale al suo lavoro. Perché il gosthwriter è colui che, nell’ombra, scrive libri per conto altrui. Non firma le sue fatiche, non compare in nessun documento ufficiale, i suoi meriti sono i meriti della persona che gli ha commissionato il lavoro. Il suo compito è entrare nella testa e nell’anima dell’autore ufficiale e scrivere le parole che lui avrebbe scritto. Ma meglio. E a Vani va anche bene così. A lei importa poter svolgere quello per cui è pagata senza problemi e poter bere un bicchiere di whisky torbato a fine giornata. Finché l’incontro con uno scrittore, Riccardo Randi, in piena crisi da sindrome della pagina bianca e con il commissario Berganza che la coinvolgerà nella ricerca della scomparsa Bianca, non la porterà a intraprendere avventure fino a rivedere alcuni lati, aprioristicamente accettati, della sua esistenza.

Questa è solo una piccolissima parte dello straordinario esordio dell’autrice. Perché in realtà c’è molto di più.

È un giallo? Sì ma non solo.

È romantico? Sì ma non solo.

È spietato? Sì ma non solo.

E’ un mix sapientemente dosato di questi ingredienti, conditi con ironica irriverenza e citazioni colte ma non pedanti.

E, se alla fine, vorrete ancora incontrare la nostra Vani perché alla sorella, alla vicina di casa, al fidanzato o al suo capo dice proprio quello che avreste voluto dire voi senza riuscire mai a farlo, non temete, sarà perfettamente normale. Perché sentire i capillari di qualcuno che non ci è particolarmente simpatico scoppiettare come popcorn per merito nostro, a conti fatti, è davvero troppo divertente per rinunciarci.

Titolo: “L’imprevedibile piano della scrittrice senza nome”

Autore: Alice Basso

Pagine: 271

Editore: Garzanti Libri (Collana: Super Elefanti bestseller)

Prezzo di copertina: € 9,90 (8,42€ su Amazon)

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