La Malora: recensione dell’album d’esordio

“La Malattia mentale è contagiosa”, album d’esordio della band di Acqui Terme La Malora, prodotto da Orzorock Music e recensito dal nostro esperto musicale: Roberto Teofani.

la-malora-la-malattia-mentale-e-contagiosa-coverLa Malora, gruppo originario di Acqui Terme (AL), muove i suoi primi passi alla fine del 2011, iniziando a costruire un suono elettro-acustico sui pezzi in italiano di Sergio e Anna. Raccolti un po’ alla volta i componenti, dopo alcuni cambi di formazione, la band ha finalmente raggiunto l’assetto ideale che comprende Sergio Del Sabato (voce – chitarra), Federico Chigo Garbarino (basso voce), Paolo Patanè (batteria) e Giorgio Viviani (chitarra – tastiere).

Il 22 aprile 2016 è uscito per Orzorock Music il loro primo disco La malattia mentale è contagiosa, con la produzione artistica di Andrea Cavalieri (Ensemble di Musiche Possibili, Yo Yo Mundi).

La sensazione è quella di rimanere imbottigliati in un istante, di essere coscienti di un fermo immagine, magari neanche nostro. La musica gira attorno a emozioni cupe o profonde, con arpeggi e temi di chitarre acustiche o elettriche, strizzando l’occhio a gruppi come i Pearl Jam, e richiamandomi alla mente anche un’altra rock band  (stavolta italiana) della provincia: i Timoria.

Che la malattia mentale divampi in tutte le tracce è evidente e giustifica il titolo. Lo stile della band sembra voler sottolineare l’uso della lingua italiana in contrasto con l’impostazione stile Seattle delle sonorità.

Particolare proprio la scelta delle parole, spesso in metrica ma senza rima, quasi lette ed inserite da un testo di prosa, più che poesia. Il contenuto descrive spesso, con tempi da psicanalisi, oggetti o emozioni elementari e probabilmente di contorno, ma capaci di evocare l’intero profilo psicologico che vuole presentare: dal particolare al tutto.

E come in Claudio Baglioni una foto dà il là per ricordare un pomeriggio, la tua infanzia tramite il racconto di ricordi, percezioni, tramite i sensi.

Un tentativo italiano di aprire le porte della percezione. A volte proprio qualche giro armonico ricorda anche la beat generation e Natale sorprende accostando stile musicale da The Doors al linguaggio italiano anche banale come le frasi di circostanza di una festa vissuta con poco entusiasmo.

Una novità nel panorama italiano da seguire con interesse e curiosità.

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