La chimica della bellezza: recensione del nuovo romanzo di Piersandro Pallavicini

la chimica -della-bellezza-piersardo-pallavicini-feltrinelli-recensioneLa chimica della bellezza è il romanzo di cui vi voglio parlare oggi, primo giorno d’autunno, avvolti in questa atmosfera un po’ uggiosa in cui ogni tanto fa capolino un timido raggio di sole a ricordarci dell’estate appena passata.

Perché è proprio in queste giornate così, in cui si è ripreso il viaggio da pendolari per andare a lavoro oppure si è costretti in casa dai primi mali stagionali, che si ha il bisogno di un buon amico, che magari ci strappi un sorriso, ci emozioni, ci commuova, ci faccia riflettere o semplicemente ci distolga dal quotidiano per una manciata di minuti. E a questo proposito non c’è niente di meglio di un libro e in particolare di questo libro, La chimica della bellezza,  nato dalla penna del professore di chimica, Piersandro Pallavicini, che ha saputo nelle sue pagine miscelare sapientemente, proprio come in una reazione chimica, tutti gli ingredienti che fanno di un libro un buon “compagno di viaggio”: risate, emozioni, un pizzico di suspence, momenti di riflessione, commozione.

Il libro si apre con un trio insolito, il professore di chimica di una tranquilla università di provincia, Massimo Galbiati, un suo ex collega, l’ultracentenario Virginio de Raitner e Pirloux, lo strano bassotto di quest’ultimo, fonofobico e dal morso facile. I tre sono in viaggio a bordo della Jaguar di de Reitner verso Locarno dove questo deve prendere parte ad un misterioso convegno di chimici, sul quale tiene a mantenere il più stretto riserbo. Tanti i dubbi che affollano la mente di Massimo, che non capisce il motivo di questa sua convocazione a sorpresa da parte di de Reitner, non fosse altro che non si conoscono un granché e oltretutto lui non ha mai leccato i piedi a nessuno, tanto meno all’astuto vegliardo.

La sorpresa di Massimo aumenta ancora di più quando, iniziato il convegno, scopre che ci sono tantissimi premi Nobel e che gli speaker sono gli scienziati di grido di quella sua stessa vecchia, amata chimica ormai considerata non più d’avanguardia. Una chimica di base, spinta dall’amore e dalla bellezza della conoscenza, che all’apparenza sembra fine a se stessa, in quanto non ha applicazioni immediate nella vita quotidiana, ma se vista con un occhio lungimirante ci si accorge che è essenziale per gettare le fondamenta di grandi risultati utili a tutta l’umanità. E il mistero si infittisce, man mano che le pagine scorrono. Tanti i perché che sorgono, i nodi che vengono al pettine come tratti della storia di figure di spicco della chimica del Novecento e una bella amicizia che nasce tra due mondi in apparenza estremamente distanti.

Non un testo scientifico, badate bene, anche se la chimica fa da sfondo alla storia, ma un romanzo che vuole offrire un altro modo di vedere gli scienziati: persone con una vita ed interessi che vanno ben oltre le provette e le quattro misura di asettici laboratori.

Una narrazione fluente e scorrevole in grado di appassionare, coinvolgere, divertire lettori di tutte le età, mostrando un lato diverso della scienza, non puramente freddo e calcolatore, in grado a volte di andare oltre quei confini in cui i “profani” tendono a relegarla.

 

Titolo: “La chimica della bellezza”

Autore: Piersandro Pallavicini

Pagine: 272

Editore: Feltrinelli (Collana: I Narratori)

Prezzo di copertina: € 17 (14,45 € su Amazon)

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