“Giovanni Lindo Ferretti. Fedele alla linea”: un dono da ascoltare

ferretti_lindo CCCP

Ispirazioni non pertinenti, svolgersi di pensieri districati seguendo un film, “Giovanni Lindo Ferretti: fedele alla linea” di Germano Maccioni, ascoltando la voce di Giovanni e il racconto di se e dell‘opera teatrale per cavalli che porta in scena da due anni.

Gli occhi fissi sull’orizzonte di boschi e neve, il sorriso appena accennato di chi è tornato a casa e ritrova la pace buona, quella che ti permette di farti delle domande, di affrontare ricordi e dubbi, pensieri e drammi viso a viso con se stesso, che lo si voglia chiamare Dio o passato, futuro o vita.

E mentre guardo il film le note si fanno via via più forti e il conteggio delle parole non schiavizza così come il colore dei tasti di un pianoforte. Ascoltare dei tempi di Lotta continua e dei CCCP, della malattia e della famiglia, la ricerca propria tra i temi della vita e della morte. Filosofia? Religione?

Nulla di tutto questo:

nessuno schema prestabilito al pensiero,

nessuna paura da colmare, non ci sono percorsi precisi al galoppo nel bosco.

Sento le pagine di una vita incredibilmente viva,

la pace e il respiro colmo,

la stanchezza grata al lavoro e mi immergo nelle sensazioni, nelle percezioni

lasciando liberi pensieri, tatto e suono.

E suono.

A cuor contento.

A Giovanni Lindo Ferretti.

 

 

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