Eutòpia: recensione del nuovo album dei Litfiba

L’11 novembre è uscito ufficialmente l’undicesimo album dei Litfiba, Eutòpia, Roberto Teofani l’ha recensito e li ha incontrati alla tappa del loro Instore tour nelle librerie Feltrinelli.

eutopia litfiba recensione-roberto-teofaniDopo un’attesa che sembrava non finire mai, lo scorso 11 novembre è finalmente uscito Eutòpia il nuovo album dei Litfiba. Piero Pelù e Ghigo Renzulli chiudono la trilogia degli Stati iniziata con “Stato Libero” e proseguita da “Grande Nazione.

La formula è la stessa in effetti: testi di Piero Pelù e musiche in comune con Ghigo.

L’impossibile”, il primo singolo, esprime al meglio la linearità dell’album con i testi semplici, contro il sistema e le musicalità rock marchio di fabbrica del duo fiorentino. Musica che si richiama a brani precedenti, forse risalendo ai tempi di “Mondi Sommersi” e qualche volta a suoni ancora più lontani. Saranno forse le tastiere di Aiazzi.

La linea rock è curata e espressa da brani come “Gorilla Go”, “Oltre”, “Il Dio del Tuono”, “In nome di Dio” e “Intossicato”. Temi sociali e anche religiosi, riprendendo idee legate al passato ed al più vicino problema dell’Integralismo religioso. Canzoni da ballare in un concerto saltando (ci sarò!) e ritornelli simili a slogan pubblicitari. Alle volte sembrano figli dell’idea di marketing politico di Partiti che ancora oggi parlano ai cittadini come se avessero dieci anni, partiti espressione diretta del dinosauro politico demolito da Terremoto. Ironia forse voluta. Sono lontani i testi ricercati di Renzulli solo musicista oramai, ma il rock stile Litfiba ha sempre perseguito, da “El diablo” in poi, questa semplicità accattivante.

litfiba_ eutòpia _cover

Capitolo a parte meritano le ballate ”Straniero” e la stessa “Eutòpia” molto belle, anche se nei suoni e negli arrangiamenti rispolverano, a tratti, brani precedenti, ma qui i testi di Piero scavano in profondità, ben inseriti nella melodia alla quale donano ritmo. Cresce ad ogni ascolto la voglia di risentirla. I riff di Ghigo sono puntuali ma dal vivo mi aspetto dei fuori programma: Ogni pezzo dell’album mi rimanda alla sua potenzialità live. I Litfiba vanno vissuti sul palco!

La musica dovrebbe essere sempre un gioco: “Santi di periferia” si diverte a spaziare tra il blues ed il rock, e con definizioni ingegnose, “Gatti maleducati”, il mostro che nasce dalle periferie disastrate, lasciate a se stesse, che si ribella e canta.

Ultima riflessione sulla traccia forse più riuscita e profonda “Maria coraggio” dedicata alla figura di Lea Garofalo, vittima della ‘Ndrangheta per aver cercato di cambiare la sua vita. “Maria danza!…”, il ritornello, ci introduce in un vortice inarrestabile che esprime forte la paura, la rabbia e tante altre emozioni che una storia come questa ispirano.

Degna prosecuzione di “Fiorirà”, pezzo di Pelù da solista ancora contro la violenza mafiosa.

Per festeggiare quest’album ho incontrato i Litfiba alla libreria Feltrinelli di via Appia in Roma, durante la presentazione e firma copie (come potete vedere dalla foto in cima all’articolo). Mi ha colpito molto il pubblico presente (tanta ma tanta gente!) formato da ragazzi ma anche da famiglie con bambini, sosia di Piero e chitarristi incalliti. Insomma un insieme eterogeneo di vite, di amanti del rock alla fine, perché se non si può pensare a parole come rivoluzione in questo mondo, se le parole che urla Piero contro il sistema non possono essere prese troppo sul serio, se non filtrate dalla finzione del personaggio, cogliendo i messaggi più intelligenti ed i concetti più poetici, la musica e le canzoni sono ispirate e coinvolgenti. E poi questo ragazzacci ne hanno fatta di strada, lasciandoci un album ben confezionato, come un regalo di natale, come il mio vinile autografato, con tanto di pennarello grigio intonato alla copertina. Uno spettacolo, anzi Lo spettacolo deve ancora cominciare, e arriverà quando ascolteremo Eutòpia live, se è un sogno “io voglio continuare a sognare”.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

What City Do You See?