Cosa vedere in Sicilia: tra misteriosi sotterranei, tesori e giochi d’acqua

Sicilia da scoprire, non solo per lo splendido mare, le prelibatezze culinarie e la storia, ma anche mistero e alchimia: ecco cinque splendidi spunti per iniziare il viaggio alla scoperta di una delle isole più belle del Mediterraneo.

Taormina-Etna-Vulcano

Sicilia, terra di mare, storia, prelibatezze culinarie e tanto altro ancora, tutta da vivere e da scoprire! Se non l’avete ancora fatto, vi diamo cinque piccoli “indizi” per cominciare il vostro viaggio alla scoperta di una delle terre italiane, più ricche di fascino e bellezze naturali.

Non avete più scuse, preparate la valigia e immergetevi nelle acque cristalline del suo splendido mare, lasciatevi affascinare da miti e leggende che da secoli aleggiano, tra resti archeologici e monumenti ed infine lasciatevi stregare dall’incredibile bontà della sua cucina.

  1. Castello della Zisa (Palermo): sorto nel parco reale normanno, il Genoardo (dall’arabo Jannat al-ar ovvero giardino o paradiso della terra) fuori le mura di Palermo, era un vero paradiso, tra fonti d’acqua e splendidi giardini, e come tutti i paradisi aveva anche i suoi diavoli.
    Infatti all’entrata del Castello della Zisa sono dipinte delle figure mitologiche chiamate “diavoli” dipinti in maniera talmente strana da renderne impossibile il conto per capire quanti siano realmente. Una leggenda popolare, narra che chi li guarda il 25 Marzo giorno della festa dell’Annunziata li vede muovere e non riesce a contarli.
    Il perché di questa difficoltà è nascosto in un’altra leggenda, secondo la quale, sia stato lanciato un incantesimo sul palazzo a protezione del tesoro dell’ Imperatore, un forziere pieno di monete d’oro e chi riuscirà a contare il numero esatto dei diavoli raffigurati, diventerà immediatamente ricco.
    Per il momento il tesoro, dorme ancora sonni tranquilli, perché ovviamente nessuno è riuscito a determinare il numero preciso dei diavoli, volete provarci voi?

    Castello della Zisa - Palermo
    Castello della Zisa – Palermo
  2. Gli ipogei del Purgatorio ed il tesoro di Falaride (Agrigento): rappresentano la parte sotterranea della città di Agrigento e sono costituiti da cunicoli, camminamenti e stanze misteriose, in cui sembra essere nascosto il tesoro di Falaride.

    ipogeo-giacatello-agrigento
    Gli ipogei del Purgatorio – Agrigento
  3. Grammichele (Catania): Dopo il terremoto del 1693 che distrusse molti centri della Val di Noto tra cui Occhiolà, il principe Carlo Maria Carafa Branciforti fondò a circa due chilometri dalla collinetta di Occhiolà, il suo feudo a cui diede il nome di Grammichele a cui fece dare una pianta esagonale, unico altro esempio di architettura razionale in Italia insieme alla fortezza di Palmanova. Il centro dell’esagono è costituito da una piazza anch’essa esagonale, da cui si diramano, cinque arterie anulari, dando all’assetto urbano, una struttura interna che si articola in cinque borghi perimetrali, più un sesto, in origine, riservato al principe.
    Nella piazza centrale è possibile ammirare la Chiesa Madre, intitolata a San Michele, ricca di pregevoli opere artistiche e il Palazzo Municipale.

    Grammichele veduta dall'alto - Catania
    Grammichele veduta dall’alto – Catania

    Grammichele particolare della piazza - Catania
    Grammichele particolare della piazza – Catania
  4. Fonte Aretusa (Siracusa): sicuramente uno dei più bei monumenti di Siracusa, si tratta di uno specchio d’acqua in cui realtà e leggenda si mescolano ed è situato nella parte più antica della città. Qui una fonte d’acqua dolce che giunge dal sottosuolo si riversa nelle sue acque salate del mare, dando vita alla leggenda di Aretusa e Alfeo, uno dei miti più affascinanti di Siracusa.
    Aretusa, personaggio della mitologia greca, figlia di Nereo e di Doride e tra le ninfe favorite della dea Diana, fu spiata dal dio Alfeo, figlio di Oceano, il quale si innamorò di lei spiandola mentre faceva il bagno. Aretusa fuggì dalle sue attenzioni, rifugiandosi sull’isola di Ortigia, a Siracusa, dove la dea Diana la tramutò in una fonte.
    A questo punto Zeus, commosso dal dolore di Alfeo, lo mutò in fiume, permettendogli così, dalla Grecia, di percorrere tutto il Mar Ionio per unirsi all’amata fonte.

    Fonte Aretusa - Ortigia (Siracusa)
    Fonte Aretusa – Ortigia (Siracusa)
  5. Isole Eolie: se siete alla ricerca di un luogo incantato, dove il tempo sembra essersi fermato, le isole Eolie fanno sicuramente al caso vostro, anche grazie ai racconti dei pescatori che innamorati della loro terra, parlano con occhi sognanti di fate, eroi ed entità divine.
    La dimensione mitologica delle Eolie si scorge già nel loro nome, infatti secondo quanto raccontato da Omero nell’Odissea, le isole sono la dimora del dio dei venti, Eolo, nato con il gemello Beoto, dall’amore segreto di Melanippa per Poseidone.
    Il nonno materno, per punire la figlia, la consegna a un abitante di Metaponto, che adotta anche i due bambini, che una volta diventati adulti, prendono il potere e uccidono la moglie del padre adottivo, per vendicare le angherie di questa verso la loro madre naturale.
    A questo punto, sono costretti a fuggire, Beoto in Tessaglia e Eolo nelle isole dove fonda la città di Lipara e dove custodiva i venti dentro alcuni otri; da qui in suo onore le isole splendide isole siciliane, presero il nome Eolie.
    Al centro delle rotte commerciali che univano la Penisola italiana alla Sicilia, questi luoghi incantevoli, pieni di misteriosi cunicoli vulcanici sono sempre state al centro dell’attenzione di poeti e cantori, che le hanno immortalate in miti e leggende.

    Vulcano - Isole Eolie
    Vulcano – Isole Eolie

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