Lo scoglio delle Sirene (in Calabria) e i suoi misteri

Scoglio delle Sirene
Da qualche tempo degli strani avvenimenti stanno accadendo in un tratto di mare sulla costa tirrenica della Calabria nei pressi di Sant’Irene.

Accadimenti a cui nessuno è riuscito finora a dare una spiegazione logica. Infatti sin dal febbraio di quattro anni fa una nebbia insolita ed improvvisa, compare poco lontano dalla spiaggia di Sant’Irene (in località Briatico, nella provincia di Vibo Valentia). Si tratta di uno strano ‘fumo’ che avvolge in maniera circolare, un tratto di mare della costa vibonese proprio dove in lontananza appare spesso la sagoma del vulcano Stromboli. Siamo in un tratto di costa noto con il nome evocativo di Costa degli Dèi, un luogo che a prescindere da questo mistero merita una visita per la magia della natura che qui è stata molto generosa.

Come dicevamo non ci troviamo in mare aperto anzi, siamo nei pressi di una splendida spiaggia. Qui, secondo le testimonianze di persone, che si trovavano sul lungomare, e di alcuni pescatori che erano sulle loro barche, il mare fu invaso da una cortina di fumo che stazionava però in un’area abbastanza limitata. Un fumo chiaro che delimitava, in modo stranamente circolare, la zona della foce della fiumiciattolo Potame (a circa 100 metri dallo scoglio delle Sirene), fino ad arrivare a largo del territorio di Zambrone. Scoglio delle Sirene? Sant’Irene?

Già, questo è il toponimo di questa località nei pressi di Briatico e da questo prende vita il secondo mistero in quanto Sant’Irene è il nome di una santa che non è adorata né presente nella zona e allora, come mai? Come mai a questa località è stato dato questo nome? Scartabellando si scopre che il nome di questo ‘scoglio’ appare per la prima volta nella cartografia calabrese del 1500. Non è forse possibile che negli anni si sia storpiato il nome originario e si sia perso il relativo, vero, significato? Magari S. Irene poteva essere Sirene o forse Isola delle Sirene. Basta aggiungere un punto è il significato viene modificato per sempre! Siamo tutti ben consci che le antiche carte geografiche sono state ‘modificate’ sotto la spinta ‘cristianizzatrice’ che mirava a creare santi a ogni costo e in ogni luogo. Ecco che quindi S. Irene o molto più verosimilmente Sirene, o lo Scoglio delle Sirene, è sempre stato un luogo antico e misterioso. Nelle leggende locali questo isolotto, che vale davvero la pena di una visita, è stato fabbricato da esseri anfibi, da uomini pesce, capaci di lavorare la pietra sotto il livello del mare, tessere cunicoli, inserire griglie di piombo, scavare scanalature, caverne subacquee e vasche regolari, è intriso di magia ed enigmi da sempre. Secondo alcuni pescatori del luogo l’isola era la “prigione delle sirene e che tutti i cunicoli erano forniti di sbarre di ferro e piombo per non lasciare fuggire questi strani esseri marini”.

In realtà oggi sappiamo che lo scoglio di S. Irene era un antico vivarium romano, un’antica peschiera. I pescatori catturavano i tonni e li facevano passare attraverso i cunicoli dello scoglio per farli arrivare alle vasche dove rimaneva in attesa di essere uccisi, poco per volta, a seconda del bisogno. I cunicoli e le vasche, ancor oggi percorribili a nuoto furono scavati, millenni orsono, direttamente nel tufo dell’isolotto. Sull’isolotto si trovano ancora resti di antiche vasche usate per la preparazione del garum, una vera specialità del periodo romano preparata a base di pesce lasciato fermentare al sole. Ricordiamo che la visita di questo luogo può essere fatta in barca o a nuoto in quanto è distante appena 500 metri dalla costa.

Ma torniamo al misterioso ‘fumo sull’acqua’, e non parliamo della canzone dei Deep Purple, che crea uno scenario irreale e inquietante specie al calar della sera quando lo stesso viene pervaso anche da un misterioso chiarore che gli permette di spiccare sul resto del mare scuro, creando un effetto luminoso e inquietante. Nessuno azzarda certezze sullo strano fenomeno ma in paese circolano una ridda di ipotesi: dall’attività di un possibile cratere vulcanico subacqueo ai gas che si sprigionerebbero dal fondo marino, agli ufo.

Quello che possiamo aggiungere è che il fenomeno si è manifestato ormai varie volte in un luogo ben circoscritto, a largo di Monte Lapa, la collina più alta del territorio di Briatico che, per tradizione orale e fonti di storici locali, si ritiene sia proprio di origine vulcanica (il nome Lapa sta a indicare un’ape che ronza, quindi un ronzio persistente e se volete anche un po’ inquietante). Secondo alcuni pescatori, il luogo preciso dello strano evento sarebbe la ‘secca di Sant’Irene’, sito molto conosciuto dalla marineria locale dove le acque improvvisamente diventano basse e molto pescose. Luogo che potrebbe corrispondere alla zona dove ancora, nel relativamente vicino 1500, esistevano delle piccole isolette riportate anche sulle antiche cartografie denominate Insule Itacense.

Insomma secondo alcuni pescatori questa nebbiolina che si forma sul mare assume una forma circolare alla quale si accompagna uno strano chiarore che rende lo scenario ancora più inquietante. Di cosa si tratta? Cosa è questa nebbia misteriosa che si allarga, mentre dai fondali sale un bagliore che illumina il mare? Se non si tratta di un vulcano sottomarino possiamo avanzare l’ipotesi che si tratti di ufo o di una loro base segreta sottomarina? O magari di un messaggio o segno divino? O sono le sirene di cui abbiamo parlato prima?

Il fatto si ripete a distanza di giorni ed indipendentemente dalle condizioni atmosferiche. Sempre nella stessa zona e sempre con le stesse caratteristiche. Pian piano gli ufologi si sono interessati al caso ed è stata anche rilevata la presenza dei famigerati Worms (vermi volanti) nel cielo vibonese. Esistono alcune foto di questi oggetti scattate nei pressi del “fumo luminescente” proprio nello stesso tratto di mare. Worms che lentamente si spostano nel cielo, incuranti della curiosità dei locali. Secondo alcuni ufologi si tratta senza dubbio di ufo-EBANI (Entità Biologiche Anomale Non Identificate), i lunghi vermi volanti appunto. A loro detta questo possono essere di vari colori e forme; si spostano lentamente e non seguono venti o correnti; sembrano dotati di moto proprio e non sono associabili a fenomeni conosciuti. Visto che il mistero è irrisolto dobbiamo questa volta lasciarci con una domanda: esiste una connessione tra il ‘fumo sull’acqua’, le mitologiche sirene dello scoglio ed i worms?

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