Arredare casa: è ricerca

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Arredare è ricerca. Lo penso con convinzione e con il piacere di farlo per la mia casa e quella degli altri. Oggi la ricerca può assumere tante forme. Per esempio io leggo e sfoglio qualunque cosa, dalle riviste dal dentista ai magazine di viaggio, moda e interior design fino agli inserti dei quotidiani da cui non esito a strappare qualche pagina. Custodisco il materiale in una delle cartelle, mentre per le mie ricerche su Internet ho creato un sistema di archiviazione sul desktop in modo da tenere sotto controllo le scoperte che condivido attraverso il blog artigianamente-blog.it e qui, su Lifestyle.

Perché per arredare si parte dalla ricerca, poi ci vuole dedizione, pazienza e amore: in fondo stiamo parlando dello spazio più intimo e importante, la nostra casa. E’ di questo oggi che ti voglio parlare e mostrare: di un piccolo progetto di ricerca e di come si è tradotto nello spazio.
Ci sono tanti luoghi dove cominciare una ricerca: mercatini, negozi di design, mercati occasionali, delle pulci e nelle esposizioni di artigianato, sono luoghi privilegiati che frequento ovunque vado. Mi capita quasi sempre nei miei viaggi, su e giù per l’Italia, di pianificare queste visite in modo da trovare oggetti interessanti, unici, fatti a mano.

Il mese scorso sono stata al mercato dell’antiquariato e del collezionismo che si svolge ogni quarta domenica del mese in Borgo Cavour a Treviso. Sono partita dal mio paese abbarbicato sulle Dolomiti il mattino presto con l’aria frizzante e in ottima compagnia. Non ci vado mai da sola, amo condividere la ricerca come fosse un piccolo viaggio con altre persone.

In un mercatino ci sono infinite cose, non sempre è facile capire ciò che vale da ciò che invece è solo cianfrusaglia. Credo oltretutto sia anche facile lasciarsi trasportare dalla contingenza e acquistare cose inutili per la nostra casa. Per questo motivo preferisco sempre partire con un’idea precisa di quello che mi serve e di ciò che poi farò una volta tornata a casa.

Avere un obiettivo è fondamentale per non lasciarsi distrarre, perciò quando sono partita per Treviso avevo stabilito di acquistare dei quadri per le mie pareti ancora sguarnite. Cercavo soprattutto ritratti con un fondo chiaro.

La ricerca è andata buon fine: in un banchetto ho scovato una coppia di quadri di cui ho subito apprezzato il tratto leggero dei colori ad acquerello, il marrone deciso della cornice e l’azzurro. Anche i soggetti {forse lo stesso?}, che mi fanno immaginare tempi lontani. Un uomo intellettuale della borghesia dei primi del Novecento.

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Nella scelta non potrei mai sottovalutare i particolari. Quando si crea, l’attenzione al dettaglio è fondamentale perché sono proprio i dettagli a rendere indimenticabile un ambiente.

Non pensare  di dover comunque elaborare una disposizione formale. Anzi. Per stare comodi e amare il proprio spazio non tutto deve essere perfetto, la tua casa non devi trasformarsi in uno showroom: l’importante è invece riuscire a tradurre la propria  personalità negli oggetti, nella loro disposizione, negli accostamenti di colore.

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Arrivata a casa non mi è rimasto altro che scegliere gli oggetti che potessero creare assieme un risultato equilibrato.

L’obiettivo finale era arredare un angolo del soggiorno attraverso i quadri e le due mensole usando il blu come colore di unione per integrare gli oggetti nello spazio. Amo il fatto che una tavolozza cromatica possa accostare forme, materiali e pezzi di arredamento di diverse epoche di design e provenienza. L’uso del colore è importante per ottenere un buon risultato.

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Infine, io penso sempre che mettere in mostra pezzi speciali, che non siano creati in serie, crea un’atmosfera magica di tua libera interpretazione. Magari acquistando oggetti lontani dalla logica dell’usa&getta, oggetti che abbiano una vita molto lunga e piena di storie da raccontare.

Come i piatti blu dipinti a mano, erano di mia nonna e raccontano di una città – Delfte – dei Paesi Bassi diventata famosa il secolo scorso per le ceramiche disegnate di blu. Oppure i vasi bianchi che ho acquistato l’anno scorso in Salento che narrano l’evoluzione in chiave moderna della tradizionale lavorazione della ceramica.

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