L’Antica Pizzeria da Michele: finalmente anche a Roma

Da estimatore della pizza de L’Antica Pizzeria da Michele a Napoli, quando ho saputo dell’apertura di Roma non ho potuto resistere dall’andare a provare, nonostante sia convinto che l’inaugurazione è il momento peggiore per valutare la qualità di un nuovo locale.

l antica pizzeria da michele inaugurazioneIl 24 novembre scorso ho quindi fatto ciò che non si dovrebbe mai fare, andare all’inaugurazione della sede romana de L’Antica Pizzeria da Michele. Dico che non si dovrebbe mai fare, perché sono fermamente convinto che di solito le inaugurazioni sono il momento peggiore per valutare complessivamente un locale.

Ma conoscendo molto bene l’unica sede storica di Napoli ed avendoci mangiato numerose volte non ho potuto davvero resistere quando ho scoperto che stava aprendo anche a Roma.

Finalmente uno dei nomi storici tra le pizzerie napoletane, ricordiamo che questa è apparsa anche nel film “Prega, mangia e ama” con Julia Roberts ed è attualmente l’unica che a Napoli ha un menù composto da due sole pizze.

Non capisco in realtà perché altri nomi importanti come Di Matteo o Sorbillo, spesso a Roma per partecipare alla trasmissione della Clerici “La prova del cuoco”, non abbiano mai pensato di aprire una pizzeria qui a Roma, mentre ad esempio a Milano Sorbillo l’ha aperta.

Decido di recarmi a L’Antica Pizzeria da Michele, sita all’interno del museo Explora in via Flaminia 82, verso le 13:50, orario qui a Roma da dopo pranzo. Nonostante ciò all’ingresso ci sono già diverse persone in attesa di un tavolo.

l antica pizzeria da michele inaugurazione-coda-ingressoRegistratomi e ricevuto il mio numerino passano 15 minuti prima di potermi sedere. Sono stato accolto ed accompagnato al tavolo da due dei titolari, che venuti da Napoli per osservare, in realtà hanno collaborato al servizio visto l’enorme afflusso.

img-20161124-wa0003Una volta seduto sono passati altri 5 minuti buoni prima che un cameriere sia venuto a prendere la mia ordinazione. Seduto osservo la sala al piano terra bella grande e ariosa e quella al piano superiore, più piccola, dove sono presenti anche i servizi. Vedo anche lo spazio esterno che anche se chiuso come una serra al momento non è utilizzato.

img-20161124-wa0011

l antica pizzeria da michele piano-superiore-inaugurazioneNonostante l’ora il locale è molto affollato e ci sono persone di tutte le età: da un gruppo che probabilmente lavora in zona, a studenti e famiglie.

Dopo circa altri 10 minuti di attesa ecco finalmente arrivare la mia pizza, ma si sono dimenticati di portarmi da bere! Lo faccio subito presente e nell’attesa, inizio a gustare la mia pizza rigorosamente appena sfornata.

img-20161124-wa0010Arrivato a metà, mi sono guardato intorno per cercare un cameriere, ho alzato la mano e l’unico che mi ha prestato attenzione è uno dei pizzaioli che subito mi ha fatto mandare una persona al tavolo. Finalmente mi arriva anche da bere. Così finisco di mangiare, chiedo il conto, arriva un cameriere che si sbriga a liberare il tavolo (porta via anche la bevanda non terminata) e decido di andare alla cassa con il preconto. Anche qui ho assistito a scene di confusione, pago e poi chiedo di poter parlare con qualcuno per una breve intervista.

Parlo quindi con Alessandro Condurro, nipote dello storico fondatore, che insieme ai fratelli gestisce la pizzeria di Forcella ed il marchio per la sua espansione nel resto del mondo. Infatti prima di Roma, si è parlato molto dell’apertura di un locale a Londra, che dopo vari ritardi, aprirà per metà dicembre.

Alessandro mi ha spiegato che la loro idea di franchising è diversa da quella delle altre catene di pizzerie napoletane, perché mentre in queste ultime a seconda del luogo in cui sorgono cambia il gusto della pizza, il MUST in assoluto de L’Antica Pizzeria da Michele è far mangiare ai suoi clienti in giro per il mondo la stessa identica pizza che si mangia nel ristorante di Napoli o comunque il più simile possibile.

E affinché ciò avvenga loro forniscono il know-how formando per 4/6 mesi i pizzaioli destinati alla nuova pizzeria della catena: viene insegnato come fare l’impasto e la lievitazione. Altro elemento fondamentale, a tutti i ristoranti vengono dati gli stessi prodotti per fare la pizza: il fior di latte di Agerola, la farina di Caputo e i pomodori di Solea.

Infatti nei menù dei nostri ristoranti in giro per il mondo si trovano le due pizze che hanno resa famosa la pizzeria di Napoli: margherita e marinara. Anche se in alcuni casi, come a Roma, abbiamo dovuto ampliare un po’ la scelta aggiungendo alcuni fritti e altre 2/3 pizze, per adattarci alle usanze locali.

Per cercare di rendere anche l’atmosfera dei locali in franchising il più simile possibile a quella della storica pizzeria di Napoli forniamo anche foto d’epoca, poesie e quant’altro possa essere utile a raggiungere questo scopo.

Concludendo posso confermare che la pizza è buona, all’altezza del nome, ma devo ammettere che da una pizzeria che nasce popolare mi aspettavo dei prezzi più simili a quelli di Napoli, almeno per la marinara e la margherita magari per differenziarsi dai concorrenti. Capisco anche il discorso fatto da Alessandro Condurro, che con i prezzi di Napoli a Roma non ci copri i neanche i costi, quindi devi essere si conveniente ma in rapporto al contesto in cui ti inserisci.

Sicuramente tornerò anche per vedere se il servizio si sarà migliorato, perché secondo me il personale non era preparato ad un’accoglienza così calorosa.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *