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Oggi il nostro caffè è altamente tecnologico con con una nota artigianale di ultima generazione, rigorosamente targata Made in Italy! Infatti abbiamo avuto il piacere di berlo insieme ad Annalisa Nicola co-fondatrice di XYZBAG, il primo brand italiano di borse sartoriali digitali, realizzate con la tecnologia di stampa 3D e completamente personalizzabili, in modo da offrire alla propria clientela un prodotto davvero unico ed esclusivo! Ma scopriamo insieme di cosa si tratta!

Annalisa, ci racconti cos’è XYZBAG e come nasce?

“XYZBAG è una giovane startup, nata a maggio 2015 che disegna e realizza un’ampia gamma di borse sartoriali digitali, completamente personalizzate attraverso le tecnologia di stampa 3D di ultima generazione.

Grazie ad un servizio e-commerce Made to Order il cliente può personalizzare la borsa con un testo tramite un configuratore virtuale o trasformarne completamente il design per rendere il suo accessorio ancora più esclusivo. L’intero progetto è legato alla valorizzazione della propria irripetibile unicità, il vero codice dell’autenticità.

XYZBAG nasce dall’amore incondizionato verso le borse che ha costantemente accompagnato il mio percorso, diventando nel tempo un progetto latente in cerca della migliore applicazione e del giusto partner con cui poterlo realizzare.

Quando ho incrociato Matteo ero entrata in contatto con il fantastico mondo dei makers, dei Fab Lab e del fare digitale. Botteghe moderne open-source dove esperti appassionati mettono a disposizione strumenti e know how per aiutarti a concretizzare le tue idee.

Matteo ha colto le potenzialità del progetto e mi ha spinto a proseguire aiutandomi a maturare il modello di business.

La continua fascinazione per le nuove tecnologie, il design e la moda hanno portato alla realizzazione di un progetto che potesse rendere possibile l’unicità sartoriale attraverso un processo produttivo industriale.

Le potenzialità offerte dalla tecnologia della stampa in 3d permettono di rivisitare completamente l’idea di artigianalità, sostituendo il concetto di “lavorazione a mano” con un codice digitale. Inedita è stata la sfida di guardare a queste tecnologie, consolidate nel mondo industriale per lo sviluppo delle preserie, in un’ottica manufacturing. Vedere un prototipo come un prodotto è stata la chiave per rendere questa eroica personalizzazione possibile.

La possibilità di essere diverse, completamente diverse, è un’incredibile opportunità resa alle nostre clienti. Mai prima di oggi è stato possibile personalizzare completamente il corpo di una borsa prodotta industrialmente, ripensandone completamente pattern, texture, testo, logo tridimensionalmente e sempre più anche il colore. E’ un’idea generativa della personalizzazione. Il design diventa lo strumento per rendere possibile questo processo.”

Come mai avete scelto questo formato di borsa?

“Confrontarci con una mini-bag è stata una scelta strategica e di complessità. Da un lato la volontà di confrontarci con un accessorio irrinunciabile, un must-have femminile sfizioso e divertente, che potesse rappresentare al meglio le infinite possibilità di personalizzazione che questa tecnologia è in grado di offrire.

Dall’altro la complessità produttiva. Rendere accessibile una tecnologia industriale altamente tecnica ad un mercato fashion per un mondo consumer, è stato il frutto di un lungo percorso di studio, prove e modifiche. Partire da un item di dimensioni più ridotte ci ha permesso di valutare approfonditamente limiti e potenzialità della tecnologia e definirne meglio i confini di scalabilità e sviluppo futuri.”

Per quale tipo di donna sono state pensate?

“XYZBAG è nata per tutte quelle donne che danno valore alla propria irrinunciabile unicità. Che sia questa imperfetta, scomoda o eccentrica noi crediamo fortemente debba essere valorizzata. L’estetica stessa della borsa è disomogenea, come del resto lo è la nostra pelle. E’ forte pensare che la discontinuità possa essere proprio introdotta da una cyber bag ottenuta industrialmente.

Una nuova estetica caratterizzante ed originale. Social addicted, “tecnologiche inconsapevoli”, le nuove native digitali cercano affermazione e riconoscibilità. Perché non ottenerle indossando una cyber bag personalizzata, che porti un segno inconfondibile: il proprio?

Misurarsi con la propria creatività diventando protagonista del processo produttivo è un aspetto fondamentale del nostro modello di business. La co-creazione è una delle esperienze più affascinati che destiniamo alle nostre clienti.”

Avete in programma di ampliare la gamma di prodotti offerti puntando anche su altri accessori? e se si quali?

“Vorremmo creare nuovi modelli con dimensioni maggiori (compatibilmente con l’evoluzione tecnologica) e sperimentare sempre più tecnologie e materiali inediti per creare qualche cosa di unico e all’avanguardia.

Rivolgendoci anche a target diversificati. Quello maschile per esempio apprezza molto le nostre creazioni. Parallelamente daremo sempre più peso alla dimensione immateriale del progetto: il design.

Infatti, grazie alla costante e in salita penetrazione sul mercato delle stampanti 3D non escludiamo la creazione di modelli di borse in download che il cliente potrà stampare direttamente a casa propria, o attraverso service 3D in loco. Arrivando così a completare l’idea di totale digitalizzazione del processo.

Stiamo dedicando attenzione a disegnare e realizzare un modello di azienda che sia scalabile per poter concentrare le nostre energie al design.”

In un momento di grande crisi per l’industria italiana perché lanciare un progetto del genere proprio in Italia?

“Lo stile italiano del design industriale ha fatto epoca combinando bellezza e funzionalità a cui continuare ad ispirarsi. Intuizione e tecnica hanno segnato un’epoca e cambiato il nostro immaginario. Dall’auto, alla moda, all’elettrodomestico, sono innumerevoli i successi che ci hanno preceduto.
Vorremmo avere la presunzione di continuare questo percorso.

Oggi il design può avere davvero un ruolo nuovo, fresco e dinamico capace di cavalcare una tecnologia in continua evoluzione per generare codici di autenticità ed estetiche di consumo nuovi.

Know how tecnico e made in Italy potrebbero combinarsi per creare prodotti straordinari altamente tecnologici, dalle combinazioni inaspettate. In un’ottica di evoluzione tecnologica dove il digitale e la dematerializzazione dell’informazione stanno ricostruendo i futuri modelli di business, il concetto ormai consolidato del “made in Italy”, potrebbe conoscere un nuovo sviluppo con il concetto di “designed in Italy”. Dove il design italiano può rappresentare davvero il valore aggiunto del servizio che offriamo, perché portavoce di quell’esperienza artigiana, tecnica e di trasformazione che ha caratterizzato la storia industriale di questo Paese.”

Cosa consigli ai tanti giovani come te che vogliono fare impresa per cercare di superare questo difficile momento storico?

“E’ bello avere sogni. Ma non sono sufficienti. Fare impresa richiede costanza, determinazione, e tanto studio. Mettersi in gioco. Fare esperienze lavorative continue. Approfondire trovando le risposte in percorsi inaspettati. L’ostinazione, il coraggio ed un briciolo di follia completano il percorso.
Penso siano queste le chiavi. Non della sicura riuscita. Ma sicuramente dell’opportunità reale per trasformare un sogno in un progetto concreto.”

Come prendi il caffè?

“Bollente. Adoro l’espresso ma il vero piacere del caffè per me è da ricercarsi nella Moka. Racchiuso in tazza grande. Fumante.”