American Pastoral: l’esordio alla regia di Ewan McGregor (trailer, trama, recensione)

Arriva il 20 ottobre nei cinema italiani, distribuito da Eagle Pictures, American Pastoral, il film ispirato all’omonimo romanzo dello scrittore premio Pulitzer Philip Roth, che segna l’esordio alla regia di Ewan McGregor (trama, trailer e recensione).

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Dopo tanto parlare, nel bene e nel male, finalmente dal 20 ottobre arriva nei cinema italiani distribuito da Eagle Pictures, American Pastoral, l’adattamento cinematografico del capolavoro letterario dello scrittore premio Pulitzer Philip Roth.

Il film segna l’esordio alla regia del famosissimo attore Ewan McGregor (Train Spotting, Obi Uan Kenobi negli episodi I e II di Guerre stellari), sulla sceneggiatura di John Romano, che ha avuto l’arduo compito di condensare in uno script per il cinema le 400 intense pagine della splendida opera di Roth, pur rimanendo fedele alla storia e ottenendo l’approvazione dello stesso autore.

Ewan McGregor
Ewan McGregor

American Pastoral ci porta nell’America del dopo Vietnam, nella vita dell’uomo che apparentemente incarna il sogno americano: il campione di football, bello e vincente, sposato con la reginetta di bellezza, con la fabbrica di famiglia da dirigere e con una bella casa immersa nella quiete della campagna a pochi passi dalla città.

Questo è Seymour Levov detto “lo Svedese”, il protagonista della vicenda, meravigliosamente interpretato da Ewan MacGregor, nel doppio ruolo di regista e attore. Il campione di football, che ha avuto tutto dalla vita, persino un bel carattere e che tutti invidiano.

Ma non tutte le ciambelle riescono col buco e una nube inattesa arriva a velare la vita perfetta dello Svedese e di sua moglie Dawn Dwyer (Jennifer Connelly), ex miss New Jersey: la loro bambina Merry (Dakota Fanning) è affettata da balbuzie, fatto che segnerà il modo di essere della ragazza, sconvolgendo, con il passare degli anni, il menage familiare, portando alla luce malumori sopiti in nome di un eccessivo perbenismo dettato dall’epoca in cui la vicenda è ambientata.

Jennifer Connely
Jennifer Connelly

Sicuramente una sfida titanica che McGregor ha accettato con coraggio riuscendo a fare, grazie anche ad una regia abbastanza conservativa, senza grossi stravolgimenti di stile o narrativi rispetto al romanzo, un film lineare e ricco di pathos, che va visto e giudicato per quello che è, ovvero un film ispirato ad un romanzo e non la perfetta trasposizione delle parole in opera cinematografica, perché in quel caso ci sarebbero voluti ben oltre novanta minuti di pellicola.

American pastoral, il film, riesce, anche senza la potenza delle parole di Roth, a coinvolgere emotivamente lo spettatore nel contrastato rapporto genitori-figli, in questo caso minato alla base da una malcelata rivalità tra Merry, con le sue imperfezioni, e sua madre Dawn Dwyer, sempre bellissima e impeccabile.

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E sarà proprio questo contrasto unito al suo carattere ribelle, a far allontanare Merry da casa ed a compiere gesti scellerati in nome di ideali contrari ai valori che i suoi genitori le hanno sempre insegnato. Grande, a questo proposito, l’interpretazione della Fanning che si cala perfettamente nel personaggio, restituendoci una Merry estremamente fedele a quella descritta nel romanzo: sfrontata e ribelle, per mascherare la sua infinita fragilità, generata dall’ingombrante perfezione della figura materna.

Travolgente anche l’interpretazione di Ewan McGregor, che ci mostra la parabola di questo uomo che, dopo aver assaporato gloria e felicità, arriva a spogliarsi di ogni dignità e a rinunciare ai “sani” valori dettati dalla società per cercare a tutti i costi di salvare e proteggere la sua bambina.

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