Alessia Gazzola: e le sue tenaci “stagiste”

Alessia Gazzola
Alessia Gazzola

Alessia Gazzola, siciliana, classe 82, di professione medico legale, ma con una grande passione per la scrittura è la nostra graditissima ospite del caffè di oggi. Il suo esordio nella narrativa risale al 2011 quando pubblicò con Longanesi il romanzo L’allieva, che raccontava le vicende di Alice Allevi, una specializzanda in medicina legale. Opera prima che ebbe talmente tanto successo da diventare un vero e proprio caso letterario e i romanzi con protagonista Alice, una serie TV.

Noi l’abbiamo incontrata in occasione dell’uscita del suo nuovo romanzo Non è la fine del mondo edito da Feltrinelli, al quale è legato un contest per tutti i lettori e lettrici di Lifestyle made in Italy che vede in palio, per i fortunati vincitori, copie del nuovo romanzo di Alessia Gazzola con tanto di dedica dell’autrice.

Continuate a seguirci per scoprire come partecipare e vincere una delle copie in palio!

Nel tuo nuovo romanzo Non è la fine del mondo, la protagonista è una tenace stagista. Ci racconteresti com’è nata l’idea del libro e un episodio curioso che ti è accaduto durante una tua esperienza di stage?

“In realtà non mi è mai capitato di fare stage lavorativi, ma solo di studio all’estero quando appunto ero ancora studentessa. L’idea di scrivere un romanzo con protagonista una ragazza stagista, è nata da storie di miei colleghi che sono stati tenuti con borse di studio per anni oppure storie di graduatorie in cui ci aspettava un buon risultato e invece puntualmente si veniva scavalcati dal raccomandato di turno. Non è un’esperienza mia di stage personale, non sono stata una tenace stagista, ma le esperienze più indirette che dirette, ne ho fatto una storia per un personaggio.”

C’è un settore della tua vita in cui, invece, ti senti una stagista?

“Secondo me si è stagisti ogni volta che si è alle prese con una nuova partenza. Stagista, spesso, è come ti fanno sentire anche gli altri, perché magari puoi essere super titolata ma c’è qualcuno che ti tratta come se fossi l’ultima ruota del carro! Quindi direi che essere stagisti è uno stato della mente!”

Quella volta in cui hai detto “Non è la fine del mondo”?

“Praticamente lo dico tutti i giorni, tanto che alla fine è diventato anche il titolo del mio nuovo romanzo! Lo dico spesso perché io sono un tipo abbastanza melodrammatico a volte. Tendo a fare di piccole cose grandi drammi, ma quando poi passa lo stato d’animo negativo, che sia paura o rabbia, mi guardo indietro e mi trovo a dire però mica era la fine del mondo! e quindi non c’è un momento particolare, perché ce ne sono stati talmente tanti…(ride)”

Come influisce la tua attività di medico legale su quella da scrittrice?

“Nei libri della serie L’Allieva Alice Allevi, la mia attività influisce notevolmente, perché la protagonista dei romanzi è una specializzanda in medicina legale. Comunque, indipendentemente dal lavoro che faccio, il solo fatto di lavorare influenza senza dubbio il modo di raccontare le storie dei miei personaggi, che sono sempre specializzande o stagiste: donne che sono in una condizione di formazione-lavoro, cioè si trovano in quella condizione iniziale della vita lavorativa che a me piace descrivere.

Quindi per me è fondamentale, per poter scrivere questo tipo di storie, essere inserita nel mondo del lavoro: se non vivessi l’esperienza in prima persona, non riuscirei a rappresentare in chiave comica le difficoltà che queste ragazze vivono! Secondo me l’immaginazione non può sopperire a ciò che realmente succede sul luogo di lavoro.”

C’è un autore in particolare che ha ispirato la tua opera di scrittrice?

“Io mi “apparento” con molti scrittori, anche se loro non lo sanno (ride). Mi sento vicina alle commedie romantiche d’ispirazione anglosassone, anche se poi nei miei romanzi cerco di fare un passo avanti e di creare una sfaccettatura che non sia impostata soltanto sul registro della commedia ma che offra qualcosa che facci anche riflettere. M piace molto mescolare stili diversi infatti i miei principali punti di riferimento sono la Kinsella, la Austen e la Woolf, che fra loro sono decisamente non paragonabili. Un’altra scrittrice che mi piace moltissimo è Winifred Wolfe, risalente agli anni ’50 o ancora Georgette Heyer. Come potete vedere mi ispiro principalmente a commedie romantiche anche se, alla fine, tendo a cadere sempre su tonalità un po’ più malinconiche, nonostante ogni volta mi proponga di scrivere commedie.”

Come prendi il caffè?

“Lo prendo espresso, molto forte e con un cucchiaino di zucchero di canna.”

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