Alessandro Bergonzoni: e il suo voto di “vastità”

Alessandro Bergonzoni

Alessandro Bergonzoni: attore, autore, scrittore e artista bolognese, gioca con le parole e con la fantasia e ci fa ridere. Personaggi e situazioni assurde, e i suoi nessi, che da un po’ ci fanno anche riflettere sulla poetica, la legalità e il carcere.

Le parole scorrono veloci e si rincorrono con i concetti e le immagini che suscitano. Troppo veloci forse per permetterti di accogliere e captare tutti i Nessi che esplodono nei suoi monologhi. Con quell’accento bolognese che ti coccola e il linguaggio del corpo che gioca con scenografie fantasiose e talvolta tecnicamente improbabili.

Nessi comici, “non posso parlare all’infinito, anche perché odio Leopardi e tutti i poeti da pelliccia, in generale!” come nel preambolo di Anghingò, spesso legati al momento narrante, alle assurde e irrealistiche situazioni in cui i suoi personaggi si incastrano.

Ci fa ridere, tanto, stimolandoci ed offrendoci un diverso modo di porre attenzione all’umorismo, strappandoci dai monologhi televisivi fatti di tormentoni e personaggi ripetitivi, per proiettarci nel suo universo.
Un universo senza confini, grazie al suo voto di vastità ed imprevedibile, con personaggi che inciampano nelle sue trappole linguistiche e luoghi dallo spazio estremo, come il territorio tra Sherwood e Cartagine, teatro della sua opera lirica in “Predisporsi al micidiale” : “un istmo di tre metri di larghezza e dodicimila chilometri di lunghezza”, soppalcato per di più.

Il tema dello spazio è prepotente nei sui lavori o interventi: opere artistiche come “C’Attività” dove ci ricorda che le radici non si possono ingabbiare e chi è recluso può trovare in alto modo di crescere ancora. Legalità ed etica, la situazione delle carceri, tanti concetti proposti, ma con la libertà di affrontarli, scevri dall’idea di prendere a prestito giudizi  e posizioni di altri, della televisione, della politica.

Alessandro Bergonzoni

Sostiene Bergonzoni, il video della presentazione del suo libro di poesie al RavennaPoesia, “L’Amorte” , ci offre spazio nel vero senso della parola, per proseguire, per prendere spunto e captare anche noi la poesia che c’e nel mondo, “fate nesso senza precauzione!”.
“È arrivato il momento, si, ma bisogna andare a prenderlo.”

La poetica ci permette di sentire, giudicare, arrivare alla legalità prima di avere la necessità delle leggi, della costituzione. È l’antepolitica, è ciò che viene prima. La poetica, che ci fa giudicare viene ancora  prima dell’etica.
Si può parlare come fa lui del diritto alla tenerezza delle carceri, in profondità, grazie alla talpa per superficiali,

Ma abbiamo ancora bisogno delle poesie per capire? Per sentire? “Volete che torni Pasolini? e’ morto perché non capivamo un cazzo!”

“Facciamo il contrario di Pollicino: buttiamo noi le briciole avanti, e seguiamole, non aspettiamo che le perda qualcuno.”

Grazie Alessandro, per ricordarci che come te, nel nostro modo, con le nostre briciole, possiamo fare poesia, e non accontentarci di leggere e ascoltare, possiamo scegliere il bello, possiamo ridere e sentire, da soli, prima, ciò che per noi è giusto, è valido, è importante.

I politici? Forse ci arriveranno, forse ci seguiranno e un giorno ci chiederanno : “che cos’è l’aurora nonreale?”.

Commenti

  1. Katia dice

    Un articolo dal quale traspare un genuino affetto e un occhio attento a un artista che merita tanto affetto e tanta attenzione…complimenti

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